Influenza suina, rilevato virus resistente al Tamiflu

Influenza suina, rilevato virus resistente al Tamiflu

Il virus H1N1 si è evoluto, sviluppando resistenza verso il Tamiflu, finora il farmaco principale usato nelle terapie mediche.

La notizia arriva dal Giappone, dove il ministero della Salute ha rilevato tale mutazione nel virus in un paziente residente nella zona di Osaka.

Questo caso si aggiunge alle segnalazioni dell’ Oms su una situazione simile in corso in Danimarca.

Gli epidemiologi hanno infatti riferito come mentre veniva somministrato il farmaco “il paziente sembrava aver sviluppato una forma di resistenza”, ha spiegato David Reddy, capo della
taskforce che si occupa delle pandemie alla Roche Holding Ag.

Il Tamiflu (farmaco a base di oseltamivir) funziona inibendo una proteina, la neuraminidase (la “N” di H1N1), usata dal virus per uscire dalle cellule in cui si trova, in modo che altri
virus-copia possono diffondere l’ infezione.

Tale farmaco non previene l’ infezione, ma la contiene riducendo la severità dei sintomi ed aumentando le probabilità del malato di sopravvivere.

In previsione di un contagio su larga scala, il Tamiflu era diventato parte fondamentale delle scorte di numerosi stati (in primis l’ Inghilterra).

Ora, nel caso il ceppo farmaco-resistente dovesse diffondersi, i medici forse punteranno sul Relenza (a base di zanamavir), secondo antibiotico il cui uso ha dato risultati positivi.

Riguardo ad un possibile vaccino (ricordando come il vaccino da altre forme influenzali non difende dalla pandemia originaria dai suini), gli esperti ritengono che sarà pronto per
metà maggio, a cui vanno aggiunti altri 6 mesi per permettere alle compagnie farmaceutiche di produrlo in grandi quantità.

In ogni caso, la produzione di massa di un’eventuale vaccinoo è vincolato alle decisioni dell’ Oms.

Matteo Clerici

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