Influenza suina, ecco le strade del virus

Influenza suina, ecco le strade del virus

Capire, in base alla migrazioni del virus H1N1, dove e quando l’ influenza suina colpirà

Questo lo scopo di una ricerca del St. Michael`s Hospital di Toronto e del loro Bio. Diaspora Project: 2 miliardi di passeggeri (tutti quelli che si sono recati in Messico dalla comparsa dei
primi focolai d’infezione), 3500 aeroporti, 164 nazioni, 1000 località d’arrivo e di partenza.

Esaminando tale database, gli scienziati si sono resi conto come i 20 Stati che hanno avuto il maggior andirivieni di viaggiatori è anche quella con il maggior numero di casi conclamati.

L’analisi evidenzia come l`81% dei viaggiatori, la stragrande maggioranza dei passeggeri che decollano dal Messico, vola verso Stati Uniti e Canada, poco meno del 9% resta in Sud-America, un
altro 8,7% è diretto verso l’Europa, solo l`1% ha come meta l’Est-Asiatico.

Gli Stati Uniti, che hanno “ricevuto” il più alto numero di viaggiatori, quasi 1,7 milioni, sono quelli che hanno pagato il prezzo più alto in termini di contagio.

Le fonti ufficiali Usa stimano in circa un milione i malati, una cifra incomparabile con i 70 mila casi accertati a livello internazionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ma
che si spiega con il fatto che molti hanno avvertito una sintomatologia lieve e la maggioranza non ha fatto ricorso a cure sanitarie.

Seguono in tale classifica Canada (con 149 mila arrivi) e in Europa la Francia (49 mila passeggeri), seguita da Spagna, Germania e Italia.

Si può così notare come gli Stati con più contagiati siano gli stessi con il maggior traffico di viaggiatori.

Secondo i ricercatori canadesi, il loro Diaspora Project può essere uno strumento fondamentale per combattere meglio la pandemia, in quanto “Oggi non possiamo affrontare il virus in
ogni parte del mondo, ma individuare le zone a più alto rischio sì”
come afferma il dottor Kamran Khan, che ha condotto lo studio.

Per l’ infettivologo, accedere al database costruito sui dati forniti dalle compagnie aeree, permetterebbe alle autorità sanitarie di fronteggiare meglio le minacce del virus lì
dove lo conducono passeggeri e turisti (potenzialmente) infetti.

Matteo Clerici

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