Inghilterra, capo del MI6 tradito da Facebook (e da moglie internauta)

Inghilterra, capo del MI6 tradito da Facebook (e da moglie internauta)

By Redazione

John Sawers è il capo del MI6, (Military Intelligence 6, noto anche come SIS, Secret Intelligence Service), il servizio segreto per l’ estero della Gran Bretagna.

In teoria, tutte le informazioni personali legate a Sawers dovrebbero essere avvolte dal più stretto riserbo, accessibili solo ad una ristretta cerchia di persone.

La realtà è totalmente diversa: se volete sapere qualcosa su di lui, andate su Facebook.

Sul social network troverete infatti notizie come i luoghi dove va in vacanza, la scuola dei figli, dove lavora e dove abita, chi sono i suoi amici e via dicendo.

Sembra che a rendere totalmente non segreto il ex uomo più segreto d’ Inghilterra sia stata la moglie, probabilmente agendo in buona fede, sicuramente scatenando una bufera non da poco.

Imbarazzatissimi, le autorità di Londra ed il Foreign Office, (il ministero degli Esteri britannico) hanno provveduto a cancellare tutti i dati sensibili, ma troppo tardi: il
fatto era già di pubblico dominio.

L’ incidente telematico ha già lasciato i primi strascichi: una fonte governativa ha riferito al britannico Mail come “La sicurezza del capo dell’MI6 potrebbe essere stata
compromessa”,
mentre i quadri direttivi dello spionaggio di Sua Maestà si interrogano sull’ adeguatezza diSawerss, personaggio controverso in partenza.

John Sawers entrò nel MI6 circa 30 anni fa, subito dopo la laurea ad Oxford.

Successivamente, però, lasciò perdere la parte operativa del lavoro (complotti, pedinamenti, black ops e cosi via) per dedicarsi alla diplomazia: in attesa di diventare
formalmente capo del MI6, conserva ancora la sua carica di ambasciatore dell’ Inghilterra all’ Onu.

Al momento della sua nomina, avvenuta il 16 giugno, tale inesperienza era stata oggetto di accese discussioni.

Alcuni tra i selezionatori avevano sottolineato come, in un momento di tensione internazionale, tra la minaccia di Al Qaeda, i difficili rapporti con Cina e Russia e altre varie questioni
calde, la sedia di C ( da Sir George Mansfield Smith-Cumming, storico primo direttore) dovesse andare ad un altro, un vecchio lupo dell’ intrigo, non una candida pecorella della diplomazia.

L’ incidente odierno, tra l’altro, ha avuto una sorta di prologo il 16 giugno.

Quel giorno, la signora Sawers, saputo del (probabile) cambio di lavoro del marito, lo aveva subito reso pubblico con un messaggio su Facebook: “Adesso i tuoi nipoti dovranno chiamarti Zio
C”.

Ma forse niente poteva preannunciare il disastro odierno, tranne l’ inconsapevole presagio del cinema.

Perché John Sawers è il degno discepolo in carne ed ossa di un agente segreto, protagonista di pellicole di successo, pronto a servire Sua Maestà.

No, non James Bond, ma Austin Powers.

Matteo Clerici

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