Influenza suina, ombre sul vaccino

Influenza suina, ombre sul vaccino

Allo stato attuale della pandemia, una vaccinazione di massa non serve.

Da tale operazione, piena di rischi ed ombre, potrebbe beneficiare più il bilancio dell’ industria farmaceutica che la salute dei cittadini.

A porsi questo inquietante dubbio, basato su ” Ipotesi, di cui non si sa se siano vere o meno”, è il dottor Silvio Garattini direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario
Negri di Milano.

Il dottor Garattini parte da una constatazione: il virus H1N1 “Ha una virulenza mite. Bisogna informare, ma il pericolo é per quelli che vengono dalle zone colpite”.

Quindi anche l’assunzione di farmaci antivirali (come il Tamiflu) hanno porta vantaggi relativi di fronte alla presenza di effetti collaterali.

Ma la vera grande perplessità di Garattini è sull’ idea della vaccinazione di massa.

Se l’ influenza suina mantiene la pericolosità attuale “Non c’è la necessità di vaccinare tutta la popolazione”, piuttosto”.

Sarebbe piuttosto opportuno valutare l’ipotesi di vaccinare solo gli operatori sanitari. In generale, “Se il virus rimane quello che è al momento, allora non ci sarà bisogno di
vaccinazioni di massa”.

Se, al contrario, il virus dovesse mutare ” Non è detto che il vaccino in produzione sia in grado di proteggere”.

Il dottor Garattini si domanda allora cosa si cela dietro l’ urgenza e le mezze verità con cui si sta alimentando la corsa al vaccino anti influenza A e nota come “Al momento c’è,
certamente, una grande pressione da parte delle industrie, che ne trarrà molte risorse economiche”.

In ogni caso Garattini, non nega l’esistenza di un problema legato all’ epidemia in corso, ma suggerisce misure diverse da quelle al momento più gettonato.

Per il medico, “Sarebbe opportuno cercare di diminuire le possibilità di infezione, controllando le frontiere e invitando la gente ad evitare luoghi a rischio e affollati e ad adottare
strette misure igieniche”.

In conclusione, Garattini lancia anche un altro monito: esiste il pericolo che, data la copertura mediatica, l’attenzione (e le risorse) si concentrino troppo sull’ influenza suina,
“Dimenticando le altre emergenze sanitarie in atto” come AIDS e malaria.

Matteo Clerici

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