Influenza suina, niente fretta. Per il vaccino serve tempo e cautela

Influenza suina, niente fretta. Per il vaccino serve tempo e cautela

Gli esperti sono quasi concordi che l’autunno vedrà un picco di contagi da virus H1N1; alcuni (specie tra le fila dell’OMS) prospettano una scenario dove la pandemia si manifesta con
maggiore virulenza.

E’ necessario perciò prepararsi ad affrontare l’influenza A, ma con calma e niente allarmismo, come spiega il dottor Silvio Garattini, medico e farmacologo, fondatore e direttore
dell’Istituto Mario Negri di Milano.

Innanzitutto, il dottor Garattini mette le carte in tavola per la questione vaccino.

Spiega Garattini: ” Stiamo parlando di un vaccino “virtuale”, che al momento non c’è. Si stanno ancora facendo i test, poi vanno valutati gli effetti collaterali, quindi ci vorrà
l’approvazione delle autorità regolatorie. Infine ci sarà da attendere i tempi di produzione e distribuzione Insomma, ammettendo che si parta davvero il 15 novembre, se ci saranno
due somministrazioni il sistema non sarà efficiente prima di fine anno. Per ora quindi raccomando cautela perché si rischia di dare delle indicazioni che poi potranno essere
disattese e cambiate.”

Inoltre Garattini rievoca il caso del 1976, quando una vaccinazione di massa anti influenzale provocò un aumento dei casi della sindrome di Guillain-Barré, una malattia
neurodegenerativa.
Detto questo, lo studioso è tranquillo: “Da allora sono passati trent’anni e oggi non è il caso di fare allarmismo anche su questo. Ciò non toglie che si debba esercitare
la massima attenzione”.

Probabilmente, però, il centro del discorso del professor Garattini è il modo con cui l’Italia sta reagendo al problema influenza suina.

Il fondatore del “Mario Negri” osserva come “Il governo ha messo in moto una commissione di emergenza e questa sta facendo il suo lavoro. Quanto ai cittadini, invece, è importante che le
informazioni vengano intensificate senza soprattutto creare panico. Allo stato attuale non ce ne è motivo. Quello che invece bisogna assolutamente evitare è che la gente si
precipiti a intasare i Pronto soccorso e a farsi raccomandare per avere vaccino e farmaci.

In conclusione quindi, per il dottor Garattini il miglior farmaco per combattere la pandemia in atto è costituito dalla puntualità delle azioni dello Stato e, sopratutto, dal
mantenimento della razionalità e del sangue freddo da parte dei cittadini. Perché spiega il medico, il ” Buon senso e non andrebbe mai abbandonato”.

Matteo Clerici

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