A spasso dal nord al sud Italia per scoprire la qualità della vendemmia 2009

A spasso dal nord al sud Italia per scoprire la qualità della vendemmia 2009

Un’Italia divisa in due, questa volta in senso longitudinale, per quantità, ma omogenea nella qualità “buona con punte di ottimo” e nel generalizzato calo dei prezzi delle uve
(15-20%). Questa l’Italia del vino descritta dalle prime analisi di Assoenologi sulla vendemmia. Regioni occidentali più produttive (con incrementi del 5-10%) a fronte di regioni orientali
più avare (cali fra il 5-10%).   

Quanto alla qualità Assoenologi sottolinea “l’ottimo livello” della produzione Piemontese. Per le Docg Barolo, Barbaresco, Ghemme e Gattinara, le cui uve saranno vendemmiate tra la fine di
settembre e gli inizi di ottobre, “i riscontri analitici danno potenzialità assai interessanti”.  

In Lombardia i vini Franciacorta, dove la vendemmia è stata anticipata per il caldo al 5 agosto (appena due giorni dopo lo start della Sicilia, prima regione a vendemmiare) “la
qualità é compresa fra il buono e l’ottimo” come per gli altri vini della Lombardia.
Nell’Oltrepò Pavese il mercato è piuttosto stanco “con limitate contrattazioni che fanno registrare cali dei prezzi di vini e uve del 15-20%”.   

In Trentino Alto Adige le previsioni sono orientate verso “l’ottimo” con “uve sane con un interessante rapporto zuccheri/acidi”. Nel Veneto, la produzione di Prosecco è afflitta dal “mal
dell’esca”. I primi dati evidenziano “gradazioni zuccherine leggermente superiori a quelle dello scorso anno, un quadro aromatico di tutta considerazione e una forza acida nella norma”.
Dal Friuli, se si avrà un settembre con forti escursioni termiche, poca pioggia e giornate ricche di sole, possono arrivare “vini ai massimi livelli, ricchi di struttura, profumi, calore e
composti aromatici”.  
Generosa l’Emilia Romagna che sfoggia “grappoli equilibrati nei componenti, ricchi di sostanze e di adeguata forza acida” promessa certa per una “vendemmia abbondante e di qualita”.

In Toscana per dire l’ultima parola bisogna aspettare il 15 settembre quando verranno vendemmiate le uve base per il Chianti e il Chianti Classico, nonché quelle di Sangiovese per la
produzione del Vino Nobile di Montepulciano, del Carmignano e del Brunello di Montalcino. Anche qui prezzi in calo del 15-20%.
Lazio e Marche evidenziano vino “di qualità assai interessante”.
In Abruzzo rese delle uve inferiore del 20% “per un’allegagione non perfetta e per i danni causati dalle fitopatie”. In Campania la vendemmia comincerà a metà settembre, al momento
le analisi delle uve confermano “grandi potenzialità per vini ricchi di caratteristiche e di grande personalità”.

In Puglia, dove il pesante calo del prezzo delle uve sta dando qualche preoccupazione, Assoenologi prevede “un’ ottima vendemmia” che inizierà ai primi di settembre. In Sicilia le
previsioni per le varietà più precoci (Pinot grigio Sauvignon, Chardonnay, Moscato bianco, Viognier e Muller Thurgau) ma anche per le uve nere Merlot, Sirah, Nero d’Avola e Frappato
sono di “prodotti molto caratteristici, equilibrati e ricchi di profumi” per gli altri vini si stima “una qualità complessiva assai degna di considerazione”.
Buone notizie anche dalla Sardegna dove le piogge hanno ricostituito le riserve idriche: a raccolta delle uve precoci è iniziata questa settimana, a settembre tocca al Vermentino, Monica e
Nuragus, a ottobre Cannonau e i vini da dessert Nasco e Malvasia. 

Maria Gabriella Giannice Ansa.it per NEWSFOOD.com

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