Influenza suina: in Inghilterra, i medici battono cassa

Influenza suina: in Inghilterra, i medici battono cassa

L’influenza suina colpisce non solo la salute dei contribuenti, ma anche i loro portafogli.

I medici di famiglia hanno fatto richiesta al Governo di 300 milioni di sterline (circa347 milioni  di Euro) per poter sostenere il programma di vaccinazione contro il virus H1N1. Al
momento, la BMA (British Medical Association, che riunisce i medici di famiglia britannici) sta negoziando con il governo l’invio di fonti extra, che dovranno servire alla doppia inoculazione
di vaccino anti pandemia, che avverrà in contemporanea di quello contro l’influenza stagionale.

Il problema delle vaccinazioni non è nella qualità, ma nella qualità. Lo dose singola di vaccino costa allo Stato 6,92 sterline (circa 8 Euro) ,meno di quello per
l’influenza stagionale, ma, dato che potenzialmente l’inoculazione coprirà l’intera popolazione, il conto totale arriverà ad una cifra di alcune centinaia di milioni di sterline.

Si ritiene che i medici cercheranno pagamento per tutti i pazienti registrati che sono vaccinabili, anche per i soggetti che non verranno immunizzati. La BMA sta cercando di ottenere da Londra
una sorta di copertura finanziaria aggiuntiva per tutte quelle operazioni aggiuntive legate alla vaccinazione (come la misurazione della pressione del sangue).

Un ufficiale di Whitehall, che sta seguendo le negoziazioni, ha dichiarato al “Times”: “E’ tempo che i medici di famiglia la smettano di vedere ogni crisi sanitaria come un’opportunità
per fare soldi, dimenticando i loro doveri di cura”.

Susie Squire, direttore politico di TaxPayers’ Alliance, ha aggiunto: “Il lavoro dei medici di famiglia è quello di fornire il primo livello di cura, e sono bene pagati per questo.
Dargli dei soldi extra per combattere l’influenza suina è ridicolo. Come dottori, essi dovrebbero capire che a volte, per trattare con un’epidemia, bisogna fare i conti con del lavoro
sottopagato”.

Da parte sua, la BMA afferma che i negoziati sono in corso. Laurence Buckman, presidente del comitato dei medici generici, ha affermato come: “Stiamo trattando amichevolmente”.

Oltre al problema economico, i medici inglesi sono alle prese con un problema più sanitario.

Il governo di Sua Maestà ha infatti lanciato una campagna per aumentare le donazioni di sangue del 50%, per affrontare più agevolmente la diminuzione prevista per la stagione
invernale. Lynda Hamlyn, chief executive del settore Sangue e Trapianti della Sanità pubblica, ha incoraggiato i cittadini a diventare donatori.
Gli esperti del’ MHRA (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, l’organo britannico di controllo dei farmaci) hanno avvisato come il Tamiflu possa aumentare il rischio d’infarto nei
malati con flusso sanguigno diminuito. Essi hanno reso pubblico dei resoconti medici che descrivono casi in cui il farmaco ha interagito con lo warfarin (o warfarina, un farmaco anticoagulante)
portando a sanguinamento incontrollato e poi infarto.

Nel frattempo, secondo fonti non ufficiali, il governo sta programmando lo scavo di fosse comuni in previsione di un andamento disastroso dei contagi durante la crescita dei mesi freddi. Le
stesse fonti parlano di riunioni tra autorità centrali e locali per prepararsi al peggio.
Su questo punto è intervenuto anche l’ Home Office (il Ministero degli Interni britannico). Un suo portavoce ha dichiarato: “Fare i conti con un significante numero di morti è
solo uno degli aspetti delle riunioni tra il governo e l’autorità locali. L’obiettivo principale è esser pronti ad adottare qualunque misura necessaria”.

Matteo Clerici

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