Cellule staminali magnetizzate per riparare cuore ed arterie

Cellule staminali magnetizzate per riparare cuore ed arterie

L’ infarto è uno dei disturbi più pericolosi, in gradi provocare lesioni gravissime a cuore ed arterie.
Fino ad oggi tali lesioni erano considerate praticamente indelebile, ma la situazione potrebbe essere presto rovesciata da particolari cellule staminali magnetizzate.

Questo è il risultato di una ricerca dell’University College di Londra, diretta dal dottor Mark Lythgoe pubblicata da “Cardiovascular Intervention”.

Nello studio viene evidenziata la capacità delle cellule staminali di riparare il tessuto cardiaco o vascolare danneggiato; la particolare conformazione magnetica delle cellule
(contrassegnate da materiale apposito e guidate da calamite esterne al soggetto) rende la ricostruzione ancora più precisa.
Per provarlo, i ricercatori hanno lavorato sia con alcune cavie da laboratorio sia con colture in provetta: i risultati sono stati nettamente migliori del normale.


Durante il lavoro, gli scienziati si sono focalizzati sull’uso delle cellule progenitrici endoteliali (una tipologia di cellule staminali che sono fondamentali per i processi di guarigione
vascolare) e su particolari micro particelle, già usate come marcatori delle cellule durante la risonanza magnetica.

Spiega il dottor Lythgoe, direttore del Centro per la creazione di immagini biomediche avanzate (CABI) dell’University College di Londra: “Entro 3-5 anni si potrà sperimentare la tecnica
anche sull’uomo ed applicarla non solo per la cura degli infarti, ma per le patologie di tutti gli organi danneggiati. E’ possibile che attacchi di cuore e altre lesioni vascolari siano
trattati mediante regolari iniezioni di cellule staminali magnetizzate”.

I ricercatori britannici affermano inoltre come il loro studio possa essere applicato anche nel settore delle ricerca sul cancro.
La procedura di magnetizzazione sperimentata con le cellule staminali potrà essere ripetuta con gli anticorpi e ai virus, rendendo più facile la localizzazione dei tumori maligni.

Matteo Clerici

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