Afghanistan. Parte l’ Operazione Khanjar: 4000 Marines contro i Talebani

Afghanistan. Parte l’ Operazione Khanjar: 4000 Marines contro i Talebani

Afghanistan, giovedì 2 luglio, prime ore del mattino: l’ Operazione Khanjar (“colpo di spada”) è iniziata.

Circa 4.000 Marines U.S.A supportati da elicotteri con mitragliatrici stanno penetrando nella valle del fiume Helmand, nell’ Afghanistan sud-occidentale, per tentare di strappare il controllo
della regione ai combattenti talebani.

L’ obbiettivo finale è privare la guerrigliaa dell’ accesso ai campi di papavero della regione che, usati per produrre oppio, sono la spina dorsale dell’ economia del terrorismo islamico
locale.

Nel frattempo, Il Pakistan dovrebbe dislocare i propri soldati lungo il confine per sbarrare la fuga ad eventuali scampati  all’ attacco Usa.

La Brigata di Spedizione dei Marines, il corpo che guida l’ operazione, rappresenta il nocciolo delle forza aggiuntiva di 21.000 uomini che il Presidente Obama ha inviato nel Paese orientale
per contrastare la ripresa degli attacchi, che hanno aumentato il controllo dei talebani su buona parte del territorio afghano.

L’ offensiva odierna è il primo grande contrattacco che avviene nell’ Afghanistan meridionale da parte delle truppe americane.

Tale zona, la provincia di Helmand, è una delle più pericolose, dove i Talebani hanno praticato spesso letali attacchi mordi e fuggi contro le truppe britanniche lì
stanziate.

I soldati di Sua Maestà affermano come i loro avversari raramente s’ impegnano in battaglie campali, preferendo imboscate (spesso al mattino preso o la sera tardi) con bombe artigianale,
RpG e fucili d’assalto; la loro arma preferita sono gli ordigni esplosivi ricavati dal fertilizzante distribuito ai contadini locali nel quadro della campagna anti-oppio.

Da parte loro, i soldati Usa hanno studiato gli errori dei britannici per non ripeterli.

I loro esperti hanno evidenziato come attacchi a ridotto numero di partecipanti, anche se supportati da copertura aerea, falliscono due volte: si dimostrano incapaci di contrastare i Talebani e
suscitano l’ ostilità della popolazione locale per l’alto numero di vittime civili.

Così il Generale Comandante dei Marines nella provincia di Helmand, riassume la nuova filosofia: “Quello che rende l’ Operazione Khanjar differenti dalle precedenti, è la
velocità di attacco ed il fatto che dove arriveremo, stabiliremo presidi fissi e aiuteremo le forze afghane a raggiungere l’ autosufficienza ed un controllo stabile della regione”.

Per raggiungere tali obiettivi, i Marines entreranno in zone dove le forze della coalizione avevano compiuto solo sporadici pattugliamenti. Una volta giunti sul posto, collaboreranno con i capi
locali per difendere città e villaggi.

L’ Operazione Khanjar rientra nel cambio di rotta, voluto dall ‘amministrazione Obama per superare in maniera definitiva lo scoglio Afghanistan, articolato in tre punti: addestramento delle
forze afghane, supporto del debole governo legittimo di Kabul e difesa della popolazione.

Al fine di realizzare tali nuovi “tre punti” il Presidente degli Stati Uniti ha chiesto al Congresso di autorizzare lo stanziamento aggiuntivo di 50 miliardi di dollari.

In ogni caso, l’Operazione Khanjar presenta ancora dei lati non resi pubblici: interrogati sulla possibilità di una riconciliazione con i talebani moderati, i portavoce militari hanno
affermato solo che si vuole separare gli irriducibili da quelli che combattono solo per denaro.

Matteo Clerici

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