Influenza aviaria, scoperto il contagio uomo uomo

Influenza aviaria, scoperto il contagio uomo uomo

In Cina, è stato rilevato il primo caso di nuova influenza aviaria (H7N9) con contagio uomo-uomo. A peggiorare le cose, il fatto che si tratti di un contagio mortale.

Come spiega la BBC, il paziente zero della nuova situazione è un anziano di 60, ammalatosi circa una settimana dopo
acquisti al mercato del pollame. Ricoverato per il peggioramento delle condizioni di salute, è morto dopo due mesi. Identica sorte per la figlia, di 32 anni: si è ammalata durante
una visita al padre, mostrando i sintomi una settimana dopo il ricovero del genitore. Anche per lei, la morte è sopraggiunta dopo un mese dal ricovero.

Le analisi compiute sui corpi hanno permesso di confermare l’ipotesi iniziale: i ceppi del virus erano identici, rendendo il decesso dell’uomo e della figlia il primo caso accertato di
trasmissione uomo-uomo.

In ogni caso, secondo le autorità sanitarie cinesi la situazione è preoccupante. A giugno 2013 le statistiche parlano di 133 casi di H7N9 con 43 decessi, con una capacità
di trasmissione definita “Limitata”, ma in cambiamento. Ad oggi, la maggioranza dei casi rimangono animale-uomo, con la malattia che presenta un’incubazione di 7-10 giorni: la morte è
quasi sempre certa ed avviene per il collasso di diversi organi.

La nuova influenza aviaria è stata oggetto di una ricerca diretta dal dottor Ming Hao Zou e pubblicata sul “British Medical
Journal”
.

Zou e compagni hanno esaminato i decessi del padre e della figlia, partendo dall’ipotesi del contagio diretto. In base ai loro controlli, l’andamento più probabile è che il virus
sia “Trasmesso direttamente da paziente a figlia”. Tuttavia, “il virus non ha acquisito la capacità sostenuta di trasmettersi da persona a persona in modo efficiente”.

Matteo Clerici

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