Budweiser, il nuovo sogno americano passa dalla birra
1 Agosto 2013
Budweiser: il gigante USA della birra vuole espandersi, usando la bevanda come trampolino nel mondo, sorta di molla per un nuovo tipo di sogno americano.
Prima tappa della nuova campagna, la Cina: nel 2011, è stato creato un impianto di produzione a Ziyan, nel centro del Paese, che in breve tempo ha visto raddoppiare la domanda, e di
conseguenza la produzione. Il buon andamento ha confermato le previsioni: Budweiser puntò sulla Cina, dove lo sviluppo economico si lega alla passione locale per la bevanda.
In precedenza, l’azienda americana ha condotto operazioni simili in altri Paesi in via di sviluppo, come Brasile, Ucraina e Russia, tutte condotte con esito positivo. L’azienda è
così pronta a cogliere la grande opportunità del futuro: secondo alcuni analisti, il mercato della birra aumenterà del 40% nei prossimi anni.
Tuttavia, i critici evidenziano alcuni limiti nel piano Budweiser. Problema principale, l’azzardo finanziario: nel 2012, la fabbrica ha visto calare il volume di vendite, meno 6,3%, con una
perdita di 38,7 milioni di barili, scivolando al terzo posto nelle classifiche nazionali. Per la campagna in Cina, poi, sono stati spesi 1,4 miliardi di dollari, sia per la pubblicità
che per ammodernare gli impianti di produzione, ed altre spese sono in programma. Detto chiaramente, nel caso la campagna di Cina andasse male, la Budweiser potrebbe subire un durissimo
contraccolpo. A peggiorare la situazione, l’amore per i cinesi per le birre nazionali, che potrebbe rendere ostica la penetrazione di quella americana.
Matteo Clerici





