Influenza A, la rabbia dell’OMS: “Non è una falsa pandemia”
15 Gennaio 2010
Nei giorni scorsi, il dottor Wolfang Wodarg, della sanità UE, aveva accusato case farmaceutiche, governi ed istituzioni mediche internazionali di aver esagerato la pericolosità
del virus H1N1 al fine di fare profitti con la vendita di farmaci e vaccini. Tra i colpevoli, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, accusata di aver reso troppo elastica la definizione
di pandemia.
Ora, l’OMS si difende e lo fa per bocca di Keiji Fukuda, consigliere del Direttore generale per l’influenza A. Fukuda, non usa mezze misure, ricordando come l’influenza A non sia una “Falsa
pandemia” e che tali affermazioni siano “Errate ed irresponsabili”.
Spiega Fukuda: “Il numero di Paesi colpito e’ passato da nove Paesi nell’aprile 2009 a 74 Paesi sei settimane più’ tardi e quindi a 120 in luglio”, ed una pandemia è, per
definizione, una malattia che si estende.
Riguardo all’accusa di aver ingigantito l’impatto dell’influenza, A l’esperto risponde con una serie di dati. Ad oggi, il virus H1N1 ha ucciso 13.000 persone ed “E’ presto per dire che la
pandemia e’ finita” . Ciò detto, l’OMS ricorda come alle precauzioni (“Le misure adottate non hanno precedenti”) siano state affiancate dichiarazioni responsabili, basta sull’incertezza
del futuro e sulla moderazione (presente) del virus.
Conclude sicuro Fukuda: “Abbiamo adottato il principio di precauzione che implica prepararsi per il peggio sperando il meglio: non sappiamo quante infezioni e morti sono stati evitati grazie a
queste misure”.
Matteo Clerici





