Influenza A, la paura è più pericolosa del virus

Influenza A, la paura è più pericolosa del virus

Nella lotta contro l’influenza A, la paura ed il panico immotivato sono più dannosi del virus H1N1, in quanto meno controllabili e dall’evoluzione più pericolosa, in quanto padri
di panico o psicosi collettiva.

A sottolineare il problema, schierandosi contro allarmismi e proclami di disastri, è il dottor Roberto Cavaliere, psicologo e psicoterapeuta.

Il dottor Cavaliere parte da un dato di fatto medico: “L’influenza A è più lieve del previsto. Si sta facendo troppo rumore, non ci sono motivi di gravi preoccupazioni”.

Detto questo, il medico sottolinea come le preoccupazioni per la pandemia non siano un avvenimento né nuovo né innaturale. Di base, infatti,  l’essere umano teme più
un pericolo (medio) ignoto, che un pericolo grave, ma conosciuto: “Paradossalmente incute meno paura un tumore che ha ben altre ripercussioni per la salute delle persone rispetto all’influenza
suina, ma di cui si conosce sintomatologia e iter diagnostico e terapeutico rispetto a una nuova malattia di cui si hanno notizie frammentate”.
Inoltre, la pandemia (ed il circo mediatico che gli è intorno) alimentano la naturale ipocondria umana ed allora “Monta il panico e si corre, nel dubbio che è tipico di tale
aspetto della personalità, dal medico o all’ospedale”.

La diffusione del virus H1N1 porta a galla un altro fattore della nostra psicologia: la tendenza a cercare capri espiatori a cui addossare gli eventi sgradevoli. 


Spiega il dottor Cavaliere: “Le leggende urbane fanno parte della componente ancestrale dell’uomo che tende ad attribuire la causa di una disgrazia improvvisa a fattori esterni piuttosto che al
destino. Durante la peste nera del 300 si pensava anche che la peste fosse portata da gruppi marginali come le streghe e gli ebrei… Nonostante siano passati 700 anni da allora
quest’attribuzione di responsabilità a gruppi esterni permangono nell’animo collettivo seppur con intensità e modalità diverse.
Questa preferenza nell’attaccarsi a ipotesi alternative piuttosto che alla semplice verità è chiamata “attribuzione sociale in psicologia”. Gli individui, in maniera inconscia,
tendono ad attribuire a persone e gruppi esterni la responsabilità di avvenimenti che sono solo situazionali”.

Oltre alle critiche, però, il medico offre anche dei consigli anti influenza suina. Il più importante, “Al singolo consiglio di attenersi solo alle informazioni che provengono da
fonti scientifiche e istituzionali dal mMnistero della Salute al medico di famiglia”.

Matteo Clerici

Leggi Anche
Scrivi un commento