Influenza A: il presente dell’Ucraina è il futuro dell’Italia

Influenza A: il presente dell’Ucraina è il futuro dell’Italia

By Redazione

Studiare l’attuale situazione dell’Ucraina per prevedere come sarà il prossimo futuro in Italia, con l’arrivo dell’inverno e l’abbassamento delle temperature a favorire l’influenza A.

Questo è quanto si propongono i medici (inviati sia dell’OMS che da Roma) che hanno scelto lo Stato ex-sovietico per due caratteristiche, considerate emblematiche: il clima freddo e la
diffusione rilevante di una forma di polmonite, resistente alle cure, causate dal virus H1N1.

Le rivelazioni delle autorità di Kiev tracciano il quadro di una malattia in crescita. Al 30 ottobre scorso, nel Paese l’influenza suina aveva richiesto l’ospitalizzazione di 2.300
soggetti, tra cui 1.100 bambini; di questi, 131 (inclusi 32 bambini) hanno avuto bisogno del ricovero in terapia intensiva.

Il 31 ottobre sono stati accertati 31 decessi, dovuti a complicanze portate dal virus H1N1. Come spiega una circolare governativa, “I casi gravi e i decessi sono occorsi dopo 5-7 giorni
dall’inizio dei sintomi, principalmente in giovani adulti di età compresa tra i 20 e i 50 anni, precedentemente in buona salute”. Il 2 novembre, nuovo aggiornamento-peggioramento: i
decessi arrivano a quota 70, dovuti a “Malattia respiratoria acuta”, una delle armi più usate della pandemia.

Nell’Ucraina occidentale (la zona con il più alto numero di contagi), sono già attive misure ad hoc: cinema, scuole e concerti sono chiusi, mentre sono vietati
assembramenti di massa. Il Primo Ministro Yulia Tymoshenko ha da tempo annunciato la prossima introduzione di regole speciali per limitare la circolazione dei cittadini da una regione
all’altra.

E così, mentre i politici agiscono, gli esperti della sanità prendono appunti e cercano di ricavere preziosi insegnamenti. Perchè, come spiega uno di loro, “L’epidemia in
Ucraina può essere indicativa di come il virus possa comportarsi nell’emisfero Nord durante la stagione invernale, dato il significativo potenziale di questa epidemia, come precoce
segnale di allerta”.

Matteo Clerici

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