Influenza A. Il Ministero della Salute: “In Italia nessuna mutazione del virus”

Influenza A. Il Ministero della Salute: “In Italia nessuna mutazione del virus”

In Italia non è stata individuata nessuna mutazione dell’originario virus H1N1

Lo afferma il dottor Fabrizio Oleari, direttore generale prevenzione e sanità’ del Ministero della Salute, in un intervista all’AGI in seguito all’annuncio della scoperta di un ceppo di
virus mutato in Norvegia.

Spiega il dottor Oleari: “L’Italia segue con molta attenzione l’andamento della pandemia e la nostra rete di sorveglianza virologica non si e’ osservata alcuna mutazione del ceppo originario,
che resta responsabile della quasi totalità delle forme attuali di sindromi influenzali”. Per il medico, il virus originario, anche grazie all’assenza di memoria immunitaria nei giovani,
“Ha preso la dominanza assoluta su tutti gli altri ceppi di virus influenzali”; in particolare, gli esperti pronosticavano una coabitazione tra l’influenza A e l’influenza stagionale: al
contrario, si sta avendo una “Netta prevalenza del virus H1N1”.

Quanto alle mutazioni individuati in Norvegia (ed in altri Paesi), per Oleari non rappresentano una grave minaccia “Sono sporadiche e spontanee, ma il virus non circola mutato e non comporta
quindi problemi per la strategia vaccinale e farmacologica mondiale, europea e italiana. Il vaccino e gli antivirali funzionano. Questa notizia semmai ci induce a ribadire l’importanza della
vaccinazione, soprattutto per i soggetti a rischio”.

Dichiarazioni rassicuranti sul tema arrivano anche dal direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità’, il dottor Gianni Rezza.

Secondo Rezza anche se la mutazione norvegese dell’influenza A dovesse arrivare in Italia è impossibile che possa contagiare chi ha già superato la pandemia.

Spiega Rezza: “L’Oms ha detto che dal punto di vista antigenico il virus non e’ cambiato in maniera rilevante e che quindi il vaccino funziona anche contro la mutazione. Tanto più’
funziona la risposta immunitaria naturale di chi ha già’ avuto l’influenza”. Inoltre, la mutazione riscontata è qualcosa di limitato: “C’è’ stato il cambiamento
dell’aminoacido 1, ma le caratteristiche antigeniche restano le stesse”.

Inoltre, lo studioso evidenzia come le possibilità di circolazione del nuovo virus sono limitate perché “Questo ceppo mutato va più’ in profondità’ nelle vie
respiratorie, e quindi perde di contagiosità’. Per questo non si sostituirà’, con tutta probabilità’, alla popolazione virale esistente. Non c’è’ alle porte nessuna
ondata mutante, ma solo casi sporadici”.

Infine, Rezza ricorda come i virus siano organismi in continuo cambiamento: “E’ da aprile che riceviamo segnalazioni di questo tipo, piccole mutazioni possono venire fuori ma se non cambia la
risposta antigenica vaccino e antivirali sono comunque efficaci, ed e’ bene rinnovare l’appello a vaccinarsi specie per le categorie più’ a rischio”.

Matteo Clerici

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