Influenza A. I pediatri: “Avviare il prima possibile le vaccinazioni per i bambini”

Influenza A. I pediatri: “Avviare il prima possibile le vaccinazioni per i bambini”

E’ psicosi per l’influenza A, specialmente per i bambini. Gli ultimi casi gravi, sopratutto quello (ancora controverso) della morte della bambina di Napoli, hanno provocato un boom di visite al
pronto soccorso, per fortuna in gran parte (80% secondo le stime) inutili.

Ma, per evitare ulteriori allarmismi, i pediatri spingono per affrettare la vaccinazione dei più piccoli. E qui iniziano i problemi: alcune Regioni lamentano ritardi nella tabella di
marcia (solo la Lombardia inizierà presto la vaccinazione dei soggetti “deboli”) mentre il Governo da parte sua, afferma come il 30 è iniziata la distribuzioni delle prime dosi di
farmaco a cui presto seguiranno altre consegne.

Nell’attesa, si possono però adottare alcune misure di protezione per i bambini, come spiega Gianni Bona, vice presidente della SIP (Società italiana Pediatria).

Per il medico, il primo passo è la corretta procedura: in caso di sospetto contagio da virus H1N1 “Meglio consultare il pediatra piuttosto che andare al pronto soccorso rischiando di
fare lunghe e inutili code per farsi prescrivere un antifebbrile”. Nel caso si tratti veramente, di pandemia, i sintomi più comuni sono febbre alta, dolori diffusi, mal di testa, nausea
e, nel caso di bambini più piccoli, diarrea. A questo punto, spetta al medico decidere che farmaci utilizzare. Gli antivirali “Devono essere prescritti e somministrati solo in
determinati casi” mentre “Normalmente la febbre si manifesta per 3-5 giorni durante i quali basta somministrare antifebbrili”.

Anche l’evitare di andare a scuola può essere utile come misura precauzionale: “Se si sono verificati molti casi di influenza a scuola si può anche evitare di mandare i propri
figli negli istituti”, per difendere la propria salute e limitare la diffusione del contagio.

In ogni caso, queste sono solo misure tampone. La cosa fondamentale, conclude infatti Bona, “E’ importante che tutte le regioni avviino il prima possibile le vaccinazioni per i bambini con
più di sei mesi a cominciare da quelli che hanno patologie a rischio”.

Matteo Clerici

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