Influenza A, Fazio: “Milioni d’infettati, poche centinaia i casi gravi”

Influenza A, Fazio: “Milioni d’infettati, poche centinaia i casi gravi”

L’influenza A colpirà in Italia, provocando milioni di malati, di cui solo pochi (qualche centinaia) sarà in vero pericolo di vita.

Questa è la previsione del Viceministro alla salute Ferruccio Fazio, espressa durante un’intervista di Maurizio Belpietro.

Il Viceministro ha spiegato come “Ci sono pochissimi, rarissimi casi” in cui si verifica un “eccesso di immunità'”, “sono soggetti giovani che sviluppano una tempesta di citochine. Sono
casi molto rari, ci attendiamo che possano essere poche centinaia nel nostro paese alla fine dell’epidemia, a fronte di milioni di infettati.(Sono) Situazioni molto rare, per le quali si sta
valutando un progetto articolato su tutta la nazione di centri di riferimento per gestire le polmoniti primarie virali”.

Detto questo, il virus H1N1 sembra essere perfettamente gestibile: “Non c’è’ alcun motivo da allarmarsi in quanto abbiamo la situazione sotto controllo”.

Fazio si è poi soffermato sul programma di vaccinazione: “Vaccineremo i bambini e i giovani che vanno a scuola non perché’ temiamo per la loro salute ma per stroncare
definitivamente l’epidemia ed evitare che continui a circolare ed avere un altro picco l’anno prossimo”.

Inoltre, il viceministro ha spiegato il perché della statalizzazione del vaccino: “Il motivo per cui tutti i paesi europei hanno deciso di non dare il vaccino in questa fase, di non
metterlo in circolazione è per lasciare delle quote di vaccino per il Terzo Mondo, perché’ vanno fatte delle strategie vaccinali tali che arrivino all’eradicazione dell’epidemia
nel paese. Noi abbiamo preso la decisione di vaccinare il 40% perché’ i dati epidemiologici ci dicono che cosi’ si eradica l’epidemia ne’ più’ che meno che se si vaccina il 60 o
il 70%”.

Per concludere, una tirata d’orecchie ai media italiani: “Nella stampa straniera vedo meno allarmismo: questo fa parte anche della natura del paese dove c’è’ un forte senso individuale,
fa parte della natura degli italiani”.

Matteo Clerici

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