Inchiesta parlamentare sui rifiuti

E’ stato firmato oggi il Protocollo di cooperazione tra la Commissione di inchiesta sul ciclo dei rifiuti e il Corpo della Guardia di Finanza, l’accordo – siglato dal Presidente della
Commissione, senatore Roberto Barbieri, e dal Comandante Generale delle Fiamme Gialle, generale Cosimo D’Arrigo – istituisce un interscambio informativo diretto a rendere ancor più
efficace l’intesa operativa già esistente con le strutture investigative della Finanza.

«Si tratta di realizzare – ha spiegato il sen. Barbieri – un sistema di condivisione delle informazioni in materia di illeciti ambientali, che vuole preludere a più incisive forme
di coordinamento fra tutti i soggetti impegnati nel contrasto e nella prevenzione delle infiltrazioni criminali nel ciclo dei rifiuti».
«Tale cooperazione – ha aggiunto il Presidente della Commissione parlamentare – assume particolare importanza tenuto conto delle peculiarità di polizia economico-finanziaria della
Guardia di Finanza che, pur svolgendo nel comparto compiti complementari, assicura un apporto specialistico in riferimento agli aspetti economico-patrimoniali, affiancando alle indagini sul
territorio ed alle investigazioni sulle organizzazioni criminali l’analisi dei profitti illeciti realizzati attraverso i traffici. Ciò è tanto più rilevante nel settore dei
rifiuti considerato che i connessi aspetti criminali assumono una connotazione tipicamente d’impresa e di profitto».

L’iniziativa si inserisce nel percorso avviato dalla Commissione finalizzato alla realizzazione di una rete di condivisione delle informazioni fra i soggetti più direttamente impegnati
nel contrasto e nella prevenzione delle infiltrazioni della criminalità nel settore dei rifiuti. Analoghi strumenti di cooperazione sono stati sottoscritti nei mesi scorsi dalla
Commissione con la Direzione Nazionale Antimafia, l’Istituto superiore di sanità, il Corpo Forestale dello Stato, l’Arma dei Carabinieri e la Polizia di Stato.
«La prospettiva – ha concluso il sen. Barbieri – è quella di coniugare una più efficace tutela penale, attraverso l’introduzione dei delitti contro l’ambiente già
proposta dalla Commissione, con un approccio strategico, fondato su un’approfondita conoscenza dei fenomeni ed adeguate sinergie operative».

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