In Gran Bretagna alberi finti contro la CO2

In Gran Bretagna alberi finti contro la CO2

Conto alla rovescia: poco più di un mese al Cop15 di Copenhagen quando i grandi del pianeta si incontreranno alla ricerca di un accordoper affrontare a livello globale il problema del
cambiamento climatico, riducendo le emissioni inquinanti.

Intanto è stata pubblicata recentemente da importanti quotidiani inglesi una soluzione estrema e quasi da fantascienza di geoingegneria: “Si tratta di alberi sintetici che in Gran
Bretagna, “piantati” in 100.000 esemplari – riporta Confagricoltura – sarebbero in grado di eliminare le emissioni di auto, bus e camion del Paese”.

“Peccato che non abbiano le stesse caratteristiche di ancorare il suolo dove ce n’è bisogno, di ricoprire di verde le colline franate, di ridare vita ai terreni improduttivi” commenta
Confagricoltura, che si sofferma anche sugli alti costi: “circa 17.000 euro a finto albero a fronte di un albero latifoglia il cui costo, compreso la messa a dimora, non supera i 2, 50 euro”.

“Anche se assorbono 1000 volte più CO2 di un albero normale, costano quanto 6.800 alberi veri” sottolinea Confagricoltura, ricordando che ” dalle pinete lungo le coste ai castagneti
degli Appennini i boschi sono stati sempre piantati dall’uomo. E la sfida si combatte sull’efficienza energetica e sulle tecnologie per lo sviluppo sostenibile”.

In Italia nessuna città ha una “green belt”, né tantomeno viene promossa e sostenuta la piantagione di filari di alberi lungo le strade, i fossi, i fiumi e gli argini. Perfino le
autostrade potrebbero essere viali verdi inseriti e legati nel paesaggio eliminando circa un quinto della CO2 prodotta dai mezzi di trasporto che le percorrono.

In questa logica, Confagricoltura prosegue nel rendere operativo il suo progetto di far nascere 1 milione di alberi.”La responsabilità dell’ambiente – conclude – è anche nostra e
intendiamo riprendercela contribuendo con altri 5.000 ettari ad accrescere di bellezza e salute il territorio italiano, gestito per la maggior parte dagli agricoltori”.

Leggi Anche
Scrivi un commento