In discussione a Bruxelles l’autorizzazione all’uso di sementi Ogm per la coltura del Mais

Roma – Riparte da domani a Bruxelles la partita sui mais Ogm Mon810, Bt11 e Bt1507 prodotti rispettivamente dalle multinazionali Monsanto, Sygenta e Pioneer. Occhi puntati sul vecchio
Mon810, autorizzato alla coltivazione in Europa nel lontano 1998, ma bloccato in Paesi come Francia, Grecia, Austria e Ungheria dalle leggi nazionali che ne hanno interdetto la coltivazione.
Sul tavolo del “Comitato permanente per la catena alimentare e la salute degli animali” la moratoria decisa da Francia e Grecia che la Commissione Europea propone di respingere. Per Austria e
Ungheria se ne parlerà al consiglio dei ministri dell’ambiente del prossimo 2 marzo, dove si discuterà anche della procedura di autorizzazione dei nuovi Bt11 e Bt1507. La partita
è ancora da decidere. Solo la settimana scorsa la Francia ha ribadito di voler mantenere la moratoria al mais Mon810 in base alla clausola di salvaguardia, anche se l’Agenzia francese di
sicurezza sanitaria degli alimenti (Afssa) non lo ha ritenuto “pericoloso per la salute umana”. Tutto dipende da come si esprimeranno i 27 Paesi membri, di cui sette (fra cui Gran Bretagna,
Spagna e Svezia) tradizionalmente a favore degli Ogm e quindi favorevoli a togliere la moratoria, 12 contrari, e 8, fra cui l’Italia, tradizionalmente contrario agli Ogm, che però questa
volta non si è ancora pronunciato sul mantenimento o meno della clausola di salvaguardia.

Nei giorni scorsi i presidenti di 16 organizzazioni italiane, rappresentanti del mondo economico, ambientalista, solidaristico e consumeristico, hanno scritto una lettera aperta ai ministri
dell’Ambiente, dell’Agricoltura e della Salute per compiere “scelte univoche e coerenti” per evitare che la mancanza di una maggioranza qualificata possa consentire alla Commissione europea “di
imporre di fatto l’introduzione di Ogm nell’ambiente”. Con la richiesta a Paesi come Francia, Ungheria, Grecia e Austria di interrompere la sospensione della coltivazione del mais Mon810 e con
l’avvio – dopo dieci anni di stop – di una procedura di autorizzazione alla coltivazione a due nuovi mais biotech, il Bt11 e il Bt1507, sembra ripartita da parte della Commissione Ue una nuova
offensiva per introdurre in Europa gli Ogm.

Questo, nonostante l’ostilità dei cittadini europei (secondo il rapporto Eurobarometro del 2008, il 58% è contrario) e le critiche da parte di ambientalisti e politici all’Efsa,
la cui valutazione sulla rischiosità o meno degli Ogm da autorizzare viene fatta in base a dati e dossier forniti dalle multinazionali.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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