Francia: Resta il divieto per impianto di colture Ogm nonostante l’ammissione che il mais transgenico Mon 810 non è dannoso per l’uomo

Parigi – Mais transgenico sì, forse, anzi no: la Francia stabilisce per la prima volta – tramite la sua principale agenzia sanitaria governativa – che il mais MON 810,
prodotto dall’americana Monsanto, non presenta rischi per la salute dell’uomo. Insorgono gli ambientalisti, fin quando dal governo non arriva la precisazione: la moratoria sulla
coltivazione del mais biotech non è in discussione, ma solo per i suoi potenziali rischi sull’ambiente.

E’ stata l’Afssa, l’Agenzia francese di sicurezza sanitaria degli alimenti, a sdoganare oggi il mais della Monsanto, da anni considerato da molti in Europa, soprattutto in Francia, un
prodotto pericoloso. E’ stato un parere elaborato, controverso, ma alla fine l’agenzia ha reso noto che il rapporto ricevuto dal professor Yvon Le Maho, incaricato dal governo della
perizia, non portava “alcun elemento di novità”. E quindi, le conclusioni già rese note nell’aprile 2008, secondo le quali le coltivazioni di mais transgenico presentano
“lo stesso rischio di sicurezza sanitaria” delle varietà tradizionali sono automaticamente confermate.

La prima reazione degli ecologisti è stata di preoccupazione e si sono contestati i tempi di relazione del contestato parere: firmato il 23 gennaio ma diffuso soltanto oggi, dopo
uno “scoop” del quotidiano Le Figaro. Greenpeace, associazione ambientalista fra le più combattive, ha addirittura denunciato “la diffusione organizzata di un rapporto che doveva
essere segreto”.

“Nessun segreto – è stata la replica di Pascale Briand, direttrice generale dell’agenzia che è stata l’ultima a firmare il parere – la procedura è stata
assolutamente classica. E non c’é nessun legame neppure con il calendario europeo”. La notizia, infatti, è rimbalzata subito a Bruxelles, dove la Francia fa blocco insieme
con altri paesi (Austria, Grecia e Ungheria) e non rinuncia alla sua clausola di “salvaguardia”, in concreto il divieto di coltivare il mais MON 810. Da lì, il primo
ministro Francois Fillon ha subito ufficializzato che “la Francia conferma la sospensione in attesa di una decisione della Commissione europea, che rispetterà”.

Se da un punto di vista della salute non ci sono allarmi immediati, infatti, la Francia vuole cautelarsi per i rischi sull’ambiente, secondo gli ecologisti mai contraddetti dalla
scienza. “Reazione sana e di buon senso”, ha subito commentato Greenpeace. Amari invece i pareri dei gruppi ambientalisti e di José Bové, capofila degli altermondialisti
più volte arrestato per aver “falciato” campi biotech: “bel colpo per le industrie, non c’é dubbio – ha detto Bové – questa è una spallata delle lobby
filo-ogm”.

Per France Nature Environnement, associazione ambientalista, si tratta di “un parere politico, non scientifico”.

Tullio Giannotti    Ansa.it per NEWSFOOD.com

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