In corso il confronto tra Fiat e Governo per decidere il destino dello stabilimento di Termini Imerese

In corso il confronto tra Fiat e Governo per decidere il destino dello stabilimento di Termini Imerese

Venti giorni di “confronto intenso” tra governo e Fiat per evitare la chiusura di Termini Imerese. E’ quanto emerge al termine della riunione di oggi (1 dicembre) tra il ministro dello Sviluppo
economico, Claudio Scajola, e l’amministratore delegato del Lingotto, Sergio Marchionne. L’annuncio arriva proprio dal titolare del dicastero. La discussione sarà chiusa entro la scadenza
del tavolo a Palazzo Chigi, ovvero il prossimo 21 o 22 dicembre.

Marchionne, piano non cambia, stop auto a fine 2011

“Oggi abbiamo condiviso i dati con il ministro”. Lo dichiara Marchionne a margine della riunione. “Siamo stati chiari – dice -, dopo la fine del 2011 Termini Imerese non produrrà
più
auto”. Per lo stabilimento siciliano “ci sarà uno sviluppo diverso”, il confronto è aggiornato al prossimo incontro ma comunque, assicura, “cercheremo di fare il meglio per gli
stabilimenti che abbiamo”. Non si è parlato invece della  proroga sugli incentivi: “Sono agnostico, dipende da loro”. L’ad infine fissa gli obiettivi complessivi per la produzione
della Fiat in Italia: 900mila auto all’anno, che a suo giudizio “non è un numero astronomico”.

Epifani, ci batteremo per difendere stabilimento

Il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani, rilancia l’impegno per difendere lo stabilimento. “Per noi è una partita decisiva – spiega -, quella di garantire in Italia una
produzione di automobili e indotto importanti. Su questo ci batteremo – aggiunge – a partire dalla difesa di Termini Imerese e di tutti gli altri stabilimenti italiani”.

Scajola, aumento produzione entro 21/12
Ieri (30 novembre) Scajola aveva incontrato i sindacati di categoria. “Dopo la mia visita a Termini Imerese – aveva detto – abbiamo focalizzato la nostra trattativa sul fatto che la produzione in
Italia è inferiore alle nostre aspettative. Ci muoveremo con l’obiettivo di aumentare la produzione fino al 21 dicembre”. La produzione italiana di vetture è inferiore ad altri
Stati, ha ricordato citando i dati Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri). “Nel 2008 in Germania si produce al 179%, in Spagna al 166%, in Francia al 105%, in Gran Bretagna al
68%”, ha concluso, mentre il nostro paese resta molto al di sotto di queste cifre.

Masini (Fiom), produzione insufficiente nel 2013
“Premesso che siamo ancora in attesa della convocazione di un incontro con il governo e con la Fiat, richiesto dai sindacati sin dall’inizio del luglio scorso, debbo dire che non ritengo
assolutamente tranquillizzanti le dichiarazioni generiche su un futuro aumento della produzione di autovetture in Italia che trovano oggi ampia eco sui mezzi di informazione”. Lo dichiara in una
nota Enzo Masini, coordinatore nazionale auto della Fiom-Cgil, ha rilasciato oggi la seguente dichiarazione. Secondo le tute blu, infatti, è necessario “che la Fiat specifichi in modo
dettagliato gli investimenti che intende effettuare nel nostro Paese e i nuovi modelli che intende qui, conseguentemente, produrre. Modelli e volumi che, peraltro, dovranno essere coerenti con il
mantenimento e con la saturazione degli impianti Fiat oggi esistenti nel nostro paese”. La previsione produttiva in Italia, pari a 900mila autovetture nel 2013, “è insufficiente e si
colloca al di sotto di quanto mediamente prodotto prima che scoppiasse la crisi ancora attualmente in corso. Deve essere chiaro che una simile cifra comporterebbe un drastico ridimensionamento
dell’occupazione sia in Fiat che nell’indotto”.

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