Il tè in commercio meno sano di quello fatto in casa

Il tè in commercio meno sano di quello fatto in casa

La cucina migliore è quella casalinga ed il principio vale anche per il tè: quello fatto in casa è più sano di quello in vendita.

A dirlo, una ricerca della società WellGen, diretta da Li Shiming e presentata al meeting nazionale dell’American Chemical Society, attualmente in corso a Boston.

Già nel 2006, un rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura USA aveva sostenuto che il tè verde istantaneo offrisse una dose di epigallocatechina (il principio attivo della
bevanda) veramente trascurabile.

Attualmente, Shiming e colleghi hanno preso in esame diverse marche di tè commerciale, confrontandoli con la versione più simile prodotta con metodi casalinghi.

Il verdetto non lascia dubbi: il tè in commercio contiene una quantità modesta di antiossidanti, che diventa ancora più trascurabile se confrontata con quella dei tè
“fai-da-tè”.

Ad esempio, una bustina contiene in media 40 milligrammi di antiossidanti (ma alcune ne contengono anche 3 mg) contro i 50-150 mg di una bustina artigianale. In altre parole, servono ben 20
bottiglie di te’ già’ pronto, infatti, per raggiungere la stessa quantità’ di polifenoli presenti in una singola tazza di te’ verde o nero preparata in casa.

Secondo gli scienziati, tale differenza è dovuta alle caratteristiche dei polifenoli, astringenti e dal sapore amarognolo. Quindi le industrie alimentari, che hanno come obiettivo la
creazione di una bevanda dal sapore piacevole, tendono ad inserirne il meno possibile, sostituendoli con altri composti, più gustosi ma meno salutari.

Fonte: “Bottled vs. Brewed: Study Reveals Healthiest Teas”, Yahoo News 22/08/010

Matteo Clerici

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