Il salame della Quaresima: l’inventiva ed il dolce finale

Il salame della Quaresima: l’inventiva ed il dolce finale

La necessità aguzza l’ingegno ed il bisogno di soluzioni porta a risultati più che positivi. Questa la filosofia dietro il dolce conosciuto come salame della Quaresima (o salame
quaresimale).

All’origine del tutto, una prescrizione religiosa: in Quaresima, la religione cattolica proibisce (tranne casi particolari) di consumare carne. Tuttavia, i cuochi dovevano far fronte ai
desideri di clienti non disposti a castigare la gola. Perciò, il sacrificio fatto durante il pasto doveva essere compensato, magari col dessert.

Nasce così il salame della Quaresima, che in alcune zone è il “Salam del Papa”, a voler rimarcare il peso religioso nella sua nascita. Sempre parlando di origine, qualche storico
la colloca in Piemonte, patria di un ingrediente-base come le nocciole e di numerosi estimatori. Ipotesi finale quella di Pellegrino Artusi, che nel suo ricettario lo battezza salame inglese.

Basicamente, il salame quaresimale è il parente ricco del salame di cioccolato, molto più carico di dolci e goloserie. La ricetta prevede una base di pan di Spagna a forma di
rotolo, inzuppato poi di alchermes o rum e poi farcito con marmellate, candite o noccioli e pinoli. Tocco finale, il tutto viene avvolto da una crosta di cioccolato fondente.

Matteo Clerici

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