Natale: in Sicilia arriva il buccellato
29 Dicembre 2010
Il Natale in Italia non è solo panettone o pandoro.
A tali prodotti del Settentrione, la Sicilia risponde con storia e gusto, condensati nel buccellato.
Il buccellato (in dialetto, cucciddatu) deve il suo nome dal latino tardomedievale bucellatum, cioè pane da sbocconcellare, da trasformare in bucelli, per la sua
morbidezza. Secondo alcuni, la sua origine è però più antica, tanto da porlo come antenato diretto del panificatus dei romani.
Comunque sia, il dolce si è diffuso in tutta la Sicilia, rivestendo un ruolo di primo piano per tutto il periodo di Natale. Durante le feste, questo viene cotto al forno e, sfruttando la
sua lunga conservazione, gustato per diversi giorni.
Basicamente, il buccellato è composto da un guscio di pasta sfoglia riempito con vari ingredienti. Tra questi, il primo posto indiscusso è dei fichi secchi, che la tradizione
vuole acquistati dai venditori che li espongono incannati, cioè infilzati su spiedi di canna.
Ciò detto, come avviene per altri dolci, il buccellato può essere cucinato secondo varie ricette: quella proposta di seguito è solo una delle preparazioni possibili.
Ingredienti
Per la pasta
400gr di rimacino o di semola integrale, 100gr di farina di mandorle, 300ml di spremuta di arance, 120ml di olio d’oliva, un pizzico di sale, 1 cucchiaino da caffè di cannella, la buccia
grattugiata di un limone, 20gr di lievito al cremortartaro.
Per il ripieno
250gr di fichi secchi, 120gr di mandorle sgusciate, pelate e tostate, 120gr di una passa, cacao in polvere amaro, malto di riso, cannella e un bicchiere di succo d’arancia per spennellare.
Preparazione
Inserire in un recipiente capace tutti gli ingredienti asciutti: la semola, la farina di mandorle, la polvere lievitante, la buccia grattugiata del limone, sale e cannella. Poi, unire ad essi
il succo di arancia e con un cucchiaio amalgamare il tutto. Successivamente, aggiungere l’olio, continuare a mescolare e versare l’impasto ottenuto sulla spianatoia.
A parte, tritare finemente mandorle, uva passa e fichi secchi, amalgamandoli con miele e cannella pestata. Ad essi aggiungere qualche cucchiaio di cacao amaro in polvere; poi, mettete il tutto
in una pentola a fuoco molto basso, rimescolando continuamente finchè si ottiene un impasto omogeneo. Poi lasciare raffreddare.
Spianare la pasta, riducendola in striscie rettangolari, larghe circa 6 centimetri e spesse qualche millimetro. Su tali strisce collocare il ripieno, rimboccandole per non far uscire il
composto. Di seguito, all’altezza di cinque millimetri, ritagliare e praticare incisioni, per consentire al vapore di uscire durante la cottura. Infine, spennellate i cucciddati col succo di
arancia e poneteli su carta da forno in una teglia a 180 gradi per una ventina di minuti, finchè saranno ben dorati.
Matteo Clerici
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