Il punto sulla Finanziaria 2008

Con 162 voti favorevoli e 153 contrari il 21 dicembre scorso il Senato ha dato il via libera alla Finanziaria per il 2008, dall’introduzione della class action alla riduzione degli stipendi ai
manager pubblici, sono numerose le novità introdotte, per quello che riguarda nello specifico le imprese, sono state confermate quasi tutte le misure annunciate negli scorsi mesi.

Riepiloghiamo i punti più significativi.

Scontrini – La Finanziaria di quest’anno corregge la precedente in uno dei suoi punti più discussi, segnando un piccolo ritorno al passato per le violazioni riguardanti
l’emissione delle ricevute fiscali. Per far scattare la sospensione della licenza si dovrà essere «pizzicati» quattro volte a non rilasciare gli scontrini. Rimane l’arco
temporale dei cinque anni in cui le violazioni possono essere conteggiate, ma queste dovranno essere compiute in giorni differenti. Una novità significativa rispetto al dl. 262/2006 che
prevedeva solo tre violazioni anche compiute tutto nello stesso giorno. Sempre sul fronte della sospensione della licenza sparisce la cosiddetta «gogna fiscale«: è stata
cancellata l’indicazione con l’apposito sigillo a «indicare il vincolo imposto a fini fiscali».

Irap e Ires – Gli sconti varati dal governo hanno avuto il via libera dal Senato. Dal 1 gennaio di quest’anno l’aliquota Ires (Imposta sul reddito delle società) passerà
dall’attuale 33 al 27,5 percento ma, allo stesso tempo, verrà allargata la base imponibile su cui viene calcolata. L’imposta sulle attività produttive (Irap), invece,
calerà dello 0,35 percento passando dal 4,25 al 3,9 percento. In più, sempre per l’Irap, è stato deciso di farla diventare un’imposta completamente regionale sia sul fronte
degli incassi che dei versamenti (questo a partire dal 2009). Secondo i primi calcoli, a guadagnare dall’abbattimento dell’aliquota Irap saranno le aziende che avranno un risultato operativo
piuttosto elevato ma con pochi dipendenti; le aziende che, al contrario, hanno un risultato operativo modesto e molti dipendenti vedranno accrescere il proprio carico fiscale.

Sul fronte della dichiarazione dei redditi e dell’Irap, invece, è stata scelta la via telematica. Entro il 31 luglio dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo di imposta, le
persone fisiche, le società e le associazioni dovranno inviare le loro dichiarazioni esclusivamente per via telematica. Mentre l’Agenzia delle Entrate, entro il 1 ottobre, dovrà
rendere accessibili questi dati.

Minimi – Definitivo via libera al cosiddetto «forfettone». I contribuenti che hanno, o presumono di avere, un regime d’affari inferiore o pari a 30 mila euro pagheranno
un’unica imposta (sostitutiva dell’Ires, Irap e Iva) del 20 per cento. Questo purché non abbiano acquistato beni di valore superiore a 15 mila euro negli ultimi tre anni e non abbiano
nessun lavoratore alle proprie dipendenze. Secondo quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, il nuovo regime scatterà automaticamente per tutti i contribuenti in possesso dei suddetti
requisiti. Chi vorrà rimanere nel regime ordinario, invece, dovrà esplicitamente dichiararlo. A tale proposito è bene tenere presente che quest’ultima opzione ha valore
triennale, mentre la decisione di entrare nel regime dei minimi potrà essere rinviata anche al 2009. Da valutare con attenzione, qualora si volesse optare per questo regime fiscale, i 4
elementi fondamentali che lo distinguono: l’esclusione della rivalsa Iva e della detraibilità Iva sugli acquisti; la non sottoposizione a Irap; l’applicazione di un’imposta sostitutiva
ai fini Irpef, con aliquota al 20% sulla differenza fra ricavi e costi valutati per cassa; esclusione dagli studi di settore.

Credito d’imposta per il Sud – Per le imprese del Mezzogiorno che nel 2008 impiegheranno giovani con contratti a tempo indeterminato verrà corrisposto un credito d’imposta. Il
credito sarà sarà pari a 333 euro mensili per ogni lavoratore assunto e 416 euro per ogni lavoratrice. Verrà corrisposto nel triennio 2008-2010.

Videosorveglianza – Per far fronte in minima parte al problema della sicurezza, il governo ha deciso di concedere un credito d’imposta per l’installazione di apparecchi di
videosorveglianza. Stanziato all’inizio solo per i tabaccai, il provvedimento è stato poi esteso anche alle piccole e medie imprese commerciali e a quelle che effettuano la
somministrazione. Il bonus, che spetterà dal trinennio 2008-2010, sarà pari all’80 percento delle spese sostenute per l’installazione (fino a un massimo di tremila euro). Non
potrà essere cumulato con altre agevolazioni e dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi.

Studi di settore – Grazie a un emendamento l’onere della prova è stato ribaltato. Il testo approvato, infatti, stabilisce che : «Ai fini dell’accertamento l’Agenzia delle
Entrate ha l’onere di motivare e fornire elementi di prova per avvalorare i maggiori ricavi o compensi derivanti all’applicazione degli indicatori di normalità economica, approvati con
il decreto del ministro dell’economia del 20 marzo 2007 sino all’entrata in vigore dei nuovi studi di settore varati secondo le procedure, anche di concertazione con le categorie. In ogni caso
i contribuenti che dichiarano ricavi o compensi inferiori a quelli previsti dagli indicatori non sono soggetti ad accertamenti automatici».

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