Il premierato non è di destra… Un libro per capire il premierato –

Il premierato non è di destra… Un libro per capire il premierato –

By Giuseppe

Presentato alla Fondazione Corriere della Sera il volume di Nicola Drago: Il premierato non è di destra

 

 

Convegno “Quale forma di Governo per l’Italia?” organizzata l’11 giugno dalla Fondazione Corriere della Sera a Milano

 

Milano, 12 giugno 2025

 

A cura di ASSOEDILIZIA informa

 

 

di Saverio Fossati

Barbera, Drago, De Bortoli e D’Amico

Un libro per capire il premierato

Presentato alla Fondazione Corriere della Sera il volume di Nicola Drago

Capiamo il premierato. Con questo ambiziosa premessa si è svolto il convegno “Quale forma di Governo per l’Italia?” organizzata l’11 giugno dalla Fondazione Corriere della Sera a Milano e visibile su https://www.youtube.com/watch?v=V2XdeFDk75c.

Il Premieranno non è di destra… di Nicola Drago

 

 

L’occasione era quella di discutere partendo dal libro Il premierato non è di destra. Perché cambiando la forma di governo (sempre che lo si faccia bene) si può aggiustare l’Italia di Nicola Drago, prefazione di Sabino Cassese (pubblicato da UTET).

 

 

 

 

 

 

Ad aprire la discussione è stato Ferruccio de Bortoli (Presidente Fondazione Corriere della Sera), evidenziando come nel volume si parli dell’impossibilità, per il mondo dell’economia e delle imprese, di realizzare risultati importanti se avessero dovuto agire in un clima di instabilità perenne come quella della politica italiana.

Ma ha subito rivolto a Marilisa D’Amico (Professoressa ordinaria di Diritto costituzionale, Università degli Studi di Milano) una domanda sull’efficacia del sistema referendario che proprio un giorno prima aveva vissuto una delle sue giornate peggiori con il flop delle consultazioni su jobs act e cittadinanza agli stranieri. “Dal 1970 ci sono stati momenti referendari importantissimi per lastoria italiana – ha detto D’Amico : il divorzio, l’aborto, il clima, e quello elettorale del 1993. E allora si pensava a un rapporto diretto dell’elettore con la maggioranza e con il futuro premier”.

Oggi, ha proseguito D’Amico, lo strumento si è atrofizzato e non ci si confronta più sul sì o sul no su determinate materia ma su chi sostiene l’astensione politica.
Di chi la colpa? Della complessità dei quesiti e anche della Corte Costituzionale che ha deciso l’inammissibilità di quesiti, invece, molto chiari. Augusto Barbera (già Presidente della Corte Costituzionale) ha elogiato il volume anche per il suo rigore tecnico e ha parlato delreferendum del 1991 sulla preferenza unica come di un processo poi interrotto. Anche perché il “Mattarellum” non funzionò pienamente, ha detto Barbera, mentre il referendum del 1999, che avrebbe abrogato la quote del proporzionale, nonscattò per mancanza del quorum per colpa del mancato voto degli italiani all’estero e si arrivò al “porcellum”. Dopo un excursus della storia dei referendum e dei suoi collegamenti con la storia politica, Barbera ha concluso che da queste vicende deriva l’attuale funzione oppositiva al sistema maggioritario: cioè, se uno schieramento vince gli si piazza un referendum con 500mla firme.

 

Nicola Drago

 

La parola è passata quindi all’autore Nicola Drago (vice Presidente De Agostini), che ha spiegato che il meccanismo per cui ha guardato all’aggiornamento della forma di governocon gli occhi dell’imprenditore è quello della responsabilizzazione, la versione italiana dell’accountability: “Nessuna comunità è ben governata se i leader non sono responsabilizzati e la responsabilizzazione viene da due cose: avere le leve dei potere per decidere e il tempo. Se manca una delle due nessuno si sente responsabilizzato per il ruolo che ricopre”. Ecco perché – ha detto Drago, siamo in svantaggio: i Governi stanno in carica 13 mesi e non hanno le leve decisionali necessarie.

D’Amico ha messo l’accento sui possibili squilibri derivanti dal “toccare” anche solo alcuni punti della Costituzione. Manca, comunque, la riforma del bicameralismo ma la proposta, con alcuni accorgimenti, può essere sostenuta.

Barbera ha espresso critiche forti al Ddl attualmente in discussione, soprattutto perché non si riforma il sistema elettorale. E ha citato la tavola rotonda del 1979 sulle riforme organizzata dal Corriere della Sera e la Commissione Bozzi del 1983, fallita per lo scontro sulla scala mobile, i tentativi di Berlusconi e di Renzi. Ora si ripresenta il tema, ha spiegato Barbera, come in una specie di gioco dell’oca.

 

 

Foto Cover: Ferruccio de Bortoli con Achille Colombo Clerici (Foto archivio Newsfood.com)

 

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