Il Pisco Sour del Perù: Pisco, zucchero, limone, albume e ghiaccio

Il Pisco Sour del Perù: Pisco, zucchero, limone, albume e ghiaccio

Milano, 28 gennaio 2014
Giuseppe Danielli
Direttore e Fondatore
Newsfood.com

Ramiro Silva Delgado, il nuovo Console Generale del Perù a Milano, ci ricorda che da 11 anni, il primo sabato di febbraio, si celebra il Pisco Sour.

Ne avevamo già parlato nel 2009 ma siamo ben felici di riparlarne perché il Perù è da qualche tempo un Paese particolarmente seguito da Newsfood.com per i suoi
prodotti andini, in particolare la Quinoa che sta diventando una protagonista del mondo alimentare.
(Qui l’articolo di Newsfood.com Pubblicato il 15/06/2009 alle 17:28)
Un drink con Festa Nazionale
Il Pisco sour

In attesa di poterlo andare a bere a Pisco, la città culla dell’acquavite peruviana, base di questo drink, ci rinfreschiamo la memoria sul Pisco Sour:

Nell’anno 2003, il Governo del Perù ha istituito “la giornata nazionale del Pisco Sour” che viene celebrata ogni primo sabato di febbraio (R.M. N° 161-2004 del 22/04/2004 e R.M. N°
044-2003-PRODUCE, del 6/02/03).

Che cos’è:
Il PISCO è una tipica acquavite peruviana ottenuta dalla lavorazione dell’uva “Quebranta”, una varietà non aromatica che rende inconfondibile il gusto di questa bevanda. Il Pisco si
ottiene seguendo le pratiche tradizionali stabilite nelle zone produttrici riconosciute tali dalla legislazione peruviana. Queste zone sono situate a circa 200 km a sud di Lima nella Valle di
Ica, Perù, dove le favorevoli condizioni climatiche hanno facilitato la coltivazione dell’uva.

Un po’ di storia
Le prime notizie relative alla presenza di uva in Perù risalgono alla prima metà del 1500 quando il Marchese Francisco de Caravantes giunse con la sua flotta presso la costa sud del
paese dalle Isole Canarie. In breve tempo le zone dedicate alla coltivazione delle viti si espansero dando vita ad un importante commercio regionale. Inizialmente il nome Pisco fu assegnato al
porto presso la foce del fiume Ica, che costituiva il punto principale per il commercio con la Spagna: da allora designa anche una città ed una bevanda tradizionale del Perù, il
Pisco.

Una curiosa etimologia
Il nome Pisco ha origini indiscutibilmente peruviane.
Deriva dalla lingua pre-ispanica QUEQHUA e significa “uccello marino”. Le popolazioni Inca, stupite dalla gran quantità e varietà di uccelli marini presenti nella regione costiera a
sud della capitale peruviana, decisero di chiamare quella zona: Pisco.

L’antichissima popolazione Nazca rendeva omaggio agli uccelli “Pisco” riproducendoli sugli oggetti d’arte di ceramica

Ricetta del Pisco Sour
 
Ingredienti:

3 bicchieri di Pisco
2 cucchiai di zucchero di canna
1 bicchierino di succo di limone
1 uovo (solo l’albume)
ghiaccio tritato

Preparazione:
Sciogliere con cura lo zucchero nel Pisco
Aggiungere il succo di limone
Versare il composto ottenuto in un bicchiere fino a riempirne la metà
Aggiungere l’albume montato a neve e poi il ghiaccio tritato mescolando bene
Servire in un bicchiere da cocktail

Si possono creare alcune varianti della ricetta originale aggiungendo una goccia di amaro Angostura in ogni bicchiere ed un pizzico di Cannella.
La città e il porto di Pisco si trovano a circa 200 km a sud di Lima, nella Valle di Ica dove si produce l’acquavite peruviana denominata “Pisco”.

La lavorazione del Pisco
Il processo della lavorazione del Pisco inizia con la vendemmia durante i mesi di Febbraio e Marzo e cioè quando l’uva è perfettamente matura. Il mosto ottenuto viene raccolto in
una grande cisterna, la “puntaya” in attesa di essere poi suddiviso nelle “botijas”, tipiche giare a forma ovale che vengono utilizzate per la fermentazione del mosto durante un periodo di tempo
che varia da 7 a 15 giorni. Completato il processo di fermentazione il mosto è pronto per la distillazione che avviene mediante uno strumento della tradizione artigiana peruviana chiamato
“alambique” o “falca”, risultato dell’abilità dei ceramisti peruviani: il calore necessario per la distillazione proviene dal fuoco del legno di alberi guarango, numerosi lungo la costa
peruviana. Il Pisco ottenuto artigianalmente viene nuovamente raccolto in giare sigillate con gesso e conservato per il tempo necessario

Redazione Newsfood.com

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