Il microonde: usato male causa malattie

Il microonde: usato male causa malattie

Lo sostiene una ricerca della Colorado State University, condotta dalla dottoressa Patricia Kendall e pubblicata da “Journal of Food Science”.

I ricercatori hanno testato l’elettrodomestico, cuocendo diversi cibi variando sia la temperatura che il tempo di cottura, per verificare l’effetto “sterilizzatore”. In particolare, si sono
concentrati sugli effetti del microonde su alcuni wurstel conservati contaminati dal batterio “Listeria monocytogenes”.

La squadra della dottoressa Kendall ha così notato come il massimo livello di sicurezza ed eliminazione dei batteri si è avuto combinando la massima potenza ( 700-1.000 watt) ad
un tempo di 75 secondi. In più, aspettare qualche secondo dopo il “drin” di fine cottura, per lasciar distribuire il calore, aumentava ancora di più le possibilità di
sterminio dei patogeni.
Viceversa, tempi inferiori o livelli di potenza più bassi davano al “Listeria” significative chance di sopravvivenza.
Inoltre, in alcuni casi limite (a seconda dello stato dei cibi od altri fattori) anche la combinazione massima sicurezza potrebbe non bastare.

In conclusione, la dottoressa Kendall ritiene che le istruzioni dei microonde dovrebbero essere completate con tabelle indicanti tempo e potenza necessari per combattere possibili
intossicazioni alimentari.
Inoltre, dovrebbero anche sottolineare come il tempo di esposizione alle microonde vari a seconda della quantità di cibo da trattare.

Matteo Clerici

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