Il “Libro dei Riti”: L’antico galateo cinese, spiegato agli italiani

Il “Libro dei Riti”: L’antico galateo cinese, spiegato agli italiani

By Redazione

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Date: Wed, 5 Jun 2013 13:11:36
Subject: Il “LIBRO DEI RITI” Istituto Europa Asia – Centro “Giulio Aleni”- Convegno Brescia

Istituto Europa Asia

INVITO
Mercoledì 12 giugno 2013 ore 17.00

Salone Mario Piazza – Vicolo S.Giuseppe, 5 – Brescia

Conferenza

La prima traduzione italiana del Libro dei Riti nel 130° anniversario della pubblicazione  

Avv. Achille Colombo Clerici: Presentazione  dell’Istituto Europa Asia

Gianfranco Cretti: Presentazione del Centro Giulio Aleni

Vittorio Nichilo: Il conte Alessandro Fè D’Ostiani, primo ambasciatore del Regno d’Italia in Cina

Ivo Amendolagine: Il Li-ki  ovvero “L’antico galateo cinese” spiegato agli italiani

Il libro

Nel 1883 veniva pubblicata a Firenze  la traduzione italiana di tre capitoli del Libro dei Riti (礼记Lǐjì), descrizione delle forme sociali, dei riti antichi e delle
cerimonie di corte della dinastia Zhōu 周朝 (1122/1045-770 a.C.): Il Li-Ki o istituzioni, usi e costumanze della Cina antica. Traduzione, commento e note di Carlo Puini, Le Monnier,
Firenze 1883.
Per la prima volta l’antico testo cinese veniva tradotto in italiano.

Nel 1853 Giuseppe Maria Calleri, nato a Torino ma naturalizzato francese (Callery) ne aveva fatto una traduzione in francese, basata su una versione trascritta sotto la dinastia Yuan元朝
(1279 – 1368 d.C.)
La traduzione completa verrà poi fatta in lingua inglese da James Legge: Sacred books of China, The texts of Confucianism, Part III, The Li Ki.Oxford, at the Clarendon Press, 1885.

La traduzione del Puini, ricorre in un periodo particolare dei rapporti tra Cina e Italia, e Brescia in particolare, perché l’ambasciatore italiano in Cina era stato tra il 1870 e il 1877
il bresciano conte Alessandro Fè D’Ostiani.  Il 26 ottobre 1866 era stato firmato il trattato commerciale tra Cina e Italia, in base al quale l’Italia aveva facoltà di nominare
consoli nei porti aperti, e i suoi cittadini avrebbero potuto stabilirvisi ed esercitarvi il commercio.
Ed erano anche gli anni in cui i semai, tra i quali il nostro Pompeo Mazzocchi, andavano i Cina e Giappone alla ricerca del seme bachi non attaccato dalla pebrina, che aveva distrutto la nostra
industria serica.

La data: 12 giugno 2013 Festa di Duanwu

La Festa di duānwǔ 端午 (chiamata anche festa delle barche drago), è una delle feste tradizionali cinesi che ricorre il 5° giorno del 5° mese dell’anno lunare.
Poiché quest’anno il capodanno cinese cadeva il 10 febbraio del nostro calendario solare, la festa delle barche drago si celebra il 12 giugno.
Questa festa commemora la morte di 屈原 Qū Yuán  famoso poeta vissuto nel regno di Chu (楚國 Chǔ Guó) durante il periodo dei regni combattenti
(战国时代 Zhànguó Shídài).
Rinomato per il suo patriottismo, Qu Yuan aveva tentato senza successo di avvisare il suo re ed i suoi compatrioti dei tentativi di espansione del vicino stato di Qin.

Quando nel 278 a.C. Bai Qi, il generale dei Qin, prese la città di Yingdu, capitale del regno di Chu, il dolore di Qu Yuan fu talmente forte che egli si annegò nel fiume Miluo
(汨罗江 Mìluójiāng), dopo aver scritto una poesia intitolata Lamento per Ying (哀郢 āi yǐng). Secondo la leggenda, la popolazione gettò nel
fiume dei fagottini di riso per evitare che i pesci si nutrissero del corpo del poeta. Nacquero così i 粽子zòngzi,  piatto caratteristico di questa festa, fagottini di
riso ripieni, avvolti in foglie di bambù.
La festa prende nome anche dalle gare con le barche-drago (龙舟赛 lóng zhōu sài), sport che si è tanto diffuso in tutto il mondo (con la denominazione
inglese di dragon-boat) che è stata fatta la proposta di inserirlo tra le gare olimpiche.

In realtà la tradizione delle barche-drago è più antica, ma è stata associata alla celebrazione del ricordo del poeta Qū Yuán immaginando che le barche
navighino sul fiume nella speranza di ritrovarne il corpo.
Dal 2010 anche a Brescia è attiva la squadra di dragon-boat, organizzata dal CRAL della nostra Università.

L’ Istituto Europa-Asia Svolge  una  funzione  di  coordinamento  e  di  raccordo, anzitutto  con  le  istituzioni  culturali, economiche,
sociali e politiche che si occupano delle materie e dei temi legati alle relazioni tra i Paesi dei due continenti, ma  anche  con  una  rete  di 
organizzazioni  rappresentative  di  categorie  professionali,  di Università e di Enti di studio e di ricerca privati e pubblici, di Accademie e Centri culturali,
di enti  territoriali  pubblici  (quali  Stato,  Comuni,  Province  e  Regioni),  canalizzando  la cooperazione dei diversi soggetti verso i
differenti obiettivi e progetti culturali.

  In connessione col Dipartimento di Economia Internazionale, delle Istituzioni e dello Sviluppo dell’Università  Cattolica,  col  Politecnico  di 
Milano  e  con  l’International  Design Seminar ‘Urban  Culture  and  Landscape  Renewal’,  Università  di  Pavia, 
è costituito  un  gruppo  di studio su città, architettura, ambiente che realizza frequenti seminari e pubblicazioni.

Achille Colombo Clerici

-President of Europe Asia Institute

-President Emeritus of Italo-Chinese Institute (founded by Sen. Vittorino Colombo in 1971 ) after past President Cesare Romiti.

Il Centro Giulio Aleni per i rapporti Europa-Cina

Le finalità  del Centro “Giulio Aleni”,  operante nell’ambito della Fondazione Civiltà Bresciana, vennero illustrate da Angelo Rampinelli Rota e da Pierfrancesco Fumagalli
durante l’incontro di inaugurazione ufficiale,  il 19 febbraio 2008.

La divulgazione di studi sulla Cina nei vari ambiti del sapere e la promozione di iniziative in Cina per far conoscere la realtà europea, italiana e bresciana in particolare, sono tra le
finalità di questo Centro, che si prefigge come principale obiettivo di valorizzare la figura e l’eredità culturale  del Padre Giulio Aleni, quale mediatore e interprete tra il
mondo cinese e quello europeo, mediante l’edizione delle sue opere e lo studio dei rapporti tra la civiltà occidentale e le civiltà orientali.

In questi anni di attività il Centro ha promosso incontri culturali, ha pubblicato libri  sulla Cina e sui rapporti Brescia-Cina, il notiziario Quaderni del Centro Giulio Aleni, ma
soprattutto ha realizzato l’edizione dei primi cinque volumi dell’Opera Omnia di p. Giulio Aleni.

L’attività è divulgata anche attraverso il sito web http://www.centroaleni.it.

Foto: Colombo Clerici con il Console Generale di Cina signora Liang Hui

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