Il latte materno? Non è meglio del latte artificiale

Il latte materno? Non è meglio del latte artificiale

Allattare al seno è buono o no? Da tempo, i medici si dividono da favorevoli e contrari, senza che si riesca ad ottenere un parere definitivo. Quando una delle due parti guadagna
terreno, i contrari controbattono con una ricerca ad hoc.

L’ultima entrata in lizza è una ricerca dell’University of Science and Technology (Trondheim, Norvegia) diretta dal professor Sven Carlsen e pubblicata da “Acta Obstestricia et
Gynecologia Scandinavica”.

Tale analisi si è basata su una revisione comparata di 50 studi precedenti sull’argomento.

Secondo Carlsen e colleghi, il latte materno è si utile, ma non fondamentale per la salute.

Il vero “nodo” nell’evoluzione del feto è cosa accade nel grembo materno, in particolare il corretto bilanciamento tra ormoni femminili e maschili. Se tale bilancia è in
equilibrio il bambino sarà sano e la donna portata ad allattare naturalmente ma, spiegano gli studiosi nordici, il latte materno è solo “compagno” o segnale, non artefice del
giusto sviluppo del piccolo.

L’unico vero beneficio della pratica è “Una piccola crescita del QI” almeno secondo la ricerca, che conclude: “Le pappe per neonati sono buone come il latte del seno materno”.

Come prevedibile, le tesi degli studiosi di Trondheim hanno suscitato l’effetto di un calcio dato ad un vespaio.

Tra i polemisti più accesi i medici britannici del Royal College of Paediatrics and Child Health.
Spiega un loro portavoce, la professoressa Charlotte Wright: “Questo (studio) è esagerato ed irresponsabile. E’ solo una teoria, nuova e largamente non provata, che non è
supportata da prove epidemiologiche convincenti. E’ sconcertante che non faccia menzione della capacità del latte materno di prevenire e ridurre il rischio d’infezioni. Le donne
dovrebbero ricordarsi che noi siamo non siamo progettati per essere allattati da una bottiglia: le pappe artificiali sono solo ripieghi”.

Ancora più draconiano il collega dottor Colin Michie per cui la ricerca norvegese tocca un numero di soggetti troppo limitati; l’allattamento al seno, quindi, deve essere promosso come
scelta migliore.

Sulla stessa linea di pensiero la dottoressa Sue Ashmore, direttrice di Ospedali Amici dei Bambini ( Unicef Baby Friendly Initiative, BFI).
Commenta la dottoressa Ashmore: “Il corpo di prove a favore dell’allattamento al seno è largo e viene da studi di ampio raggio, condotti su diverse malattie e portati avanti da diversi
ricercatori in diverse università”.

LINK alla ricerca

Matteo Clerici

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