Il Fatto Alimentare contro appello San Benedetto: Newsfood sostiene la raccolta fondi per il diritto di informare
10 Settembre 2026
La piccola testata specializzata di Roberto La Pira, deve ancora affrontare il giudizio d’appello nonostante le decisioni favorevoli ottenute nella controversia con il gruppo San Benedetto.
Il contenzioso prosegue in appello e la richiesta risarcitoria resta 1,5 milioni di euro; ad oggi, raccolti oltre 19 mila euro per sostenere le spese legali. Newsfood rilancia l’appello.
Precisazione di Roberto La Pira: “San Benedetto prima della sentenza di primo grado emessa dal tribunale, ha depositato sempre presso il Tribunale di Venezia un provvedimento di urgenza P 700 chiedendo il ritiro dell’articolo. Il giudice ha rigettato. Qualche mese dopo l’azienda ha fatto ricorso contro la decisione ma il nuovo giudice ha di nuovo rigettato la richiesta.”
Domanda impertinente: dopo tre riscontri positivi, è possibile che un soggetto sia costretto ad affrontare anche l’Appello e i relativi alti costi?
Newsfood.com, 10 settembre 2026
Quando una causa milionaria incontra una piccola redazione
Non occorre essere parte in causa per capire che esiste una sproporzione che merita attenzione.
Da una parte c’è Il Fatto Alimentare, testata online specializzata nell’informazione su alimentazione, sicurezza alimentare, etichette, pubblicità e tutela dei consumatori.
Dall’altra c’è Acqua Minerale San Benedetto, uno dei maggiori gruppi italiani del settore delle bevande.
Al centro della controversia ci sono alcuni articoli pubblicati nel 2022 da Il Fatto Alimentare relativi a uno spot pubblicitario San Benedetto con Elisabetta Canalis.
Secondo quanto ricostruito dalla testata, San Benedetto ha contestato quegli articoli arrivando a chiedere un risarcimento di 1,5 milioni di euro.
Il Fatto Alimentare riferisce di avere ottenuto decisioni favorevoli nei procedimenti che hanno preceduto l’attuale appello. La causa di primo grado davanti al Tribunale di Venezia si è conclusa con il rigetto delle pretese risarcitorie nei confronti della testata e con il riconoscimento della legittimità della critica giornalistica.
San Benedetto ha presentato appello. Il contenzioso, quindi, non è ancora definitivamente concluso.
Il problema non è soltanto vincere o perdere
È questo l’aspetto sul quale Newsfood vuole richiamare l’attenzione.
Un giornale può ritenere di avere svolto correttamente il proprio lavoro. Può difendersi. Può ottenere una decisione favorevole.
Ma difendersi costa.
E quando le dimensioni economiche dei soggetti che si confrontano sono profondamente differenti, anche il semplice costo necessario per arrivare alla conclusione di un procedimento giudiziario può diventare un problema per una piccola realtà editoriale.
Il Fatto Alimentare ha reso pubbliche anche alcune cifre.
La testata dichiara di avere sostenuto 18.000 euro di parcelle legali per il primo grado. Il giudice ha posto a carico di San Benedetto 10.000 euro quale contributo alle spese legali.
Restano pertanto, secondo quanto comunicato dalla redazione, 8.000 euro di costi pregressi, ai quali vanno aggiunte le spese necessarie per affrontare il processo d’appello.
Una raccolta fondi da 30 mila euro
Per questo Il Fatto Alimentare ha deciso di rivolgersi direttamente ai lettori attraverso una raccolta fondi.
L’obiettivo dichiarato è 30.000 euro.
In appena una settimana sono stati raccolti oltre 19.000 euro.
Una risposta importante che dimostra come la vicenda sia stata percepita da molti lettori non soltanto come il problema economico di una singola testata.
Il Fatto Alimentare ha inoltre precisato che le donazioni saranno destinate prioritariamente alle spese legali. Qualora, alla conclusione del procedimento e degli eventuali rimborsi, rimanessero somme non utilizzate, queste saranno destinate all’attività editoriale della testata.
Non spetta a Newsfood decidere chi ha ragione
È necessario essere molto chiari.
Non spetta a Newsfood sostituirsi ai giudici, né intendiamo farlo.
San Benedetto ha il pieno diritto di tutelare nelle sedi previste dalla legge la propria reputazione e le proprie ragioni.
Allo stesso modo, una testata giornalistica deve poter esercitare il diritto di cronaca e di critica assumendosene tutte le responsabilità.
Saranno i magistrati a decidere definitivamente nel merito della controversia. C’è però una questione che va oltre questo singolo procedimento: quanto costa, per una piccola testata, esercitare concretamente il proprio diritto di difesa?
Ed è una domanda che riguarda tutto il mondo dell’informazione.
Cause milionarie e piccole testate: il problema delle SLAPP
A livello europeo il fenomeno delle cosiddette SLAPP – Strategic Lawsuits Against Public Participation ha portato negli ultimi anni a una crescente attenzione verso quelle azioni giudiziarie che possono avere l’effetto di intimidire o scoraggiare giornalisti, associazioni, attivisti e soggetti che intervengono nel dibattito pubblico. Ma, a volte, a uno “Slapp” (schiaffo) o presunto tale la risposta è spropositatamente feroce.
Questo non significa affermare che la controversia tra San Benedetto e Il Fatto Alimentare sia giuridicamente una SLAPP.
Una simile qualificazione non compete a Newsfood.
Ma il problema generale esiste: il costo necessario per difendersi può diventare esso stesso un fattore capace di condizionare l’informazione, soprattutto quando a sostenere quel costo è una piccola struttura editoriale.
Ed è proprio su questo punto che riteniamo necessario aprire una riflessione.
Nota del Direttore
Perchè Roberto La Pira merita un sostegno? Per aiutarlo a difendere il diritto di informazione e di critica ma, soprattutto, per permettergli di continuare -con Il Fatto Alimentare- a difendere i diritti di noi consumatori, portafoglio e salute.
Newsfood non ha risorse economiche adeguate per contribuire in modo significativo alle spese legali de Il Fatto Alimentare, ma può mettere a disposizione: uno spazio, dei lettori e una voce.
Non entro nel merito di una causa che spetta ai giudici decidere. Un fatto, però, merita una riflessione: quando una piccola realtà editoriale deve sostenere per anni costi importanti per difendere davanti ai tribunali il proprio lavoro, il problema non riguarda più soltanto quella redazione.
Riguarda tutti noi che facciamo informazione. Il Fatto Alimentare ha già ottenuto decisioni giudiziarie favorevoli e oggi deve affrontare un nuovo grado di giudizio. Ha scelto di chiedere aiuto ai propri lettori.
Newsfood.com ha scelto di dare spazio a questo appello. Non contro qualcuno, ma a favore di qualcosa: il diritto di informare, il diritto di criticare e, quando necessario, il diritto di potersi difendere.Per poterlo fare, necessita un aiuto; anche una piccola donazione può servire. E chi non può donare può comunque fare qualcosa: condividere questo appello. Io comincio da qui.
Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com
NEWSFOOD INVITA LE ALTRE TESTATE A CONDIVIDERE
Newsfood.com rivolge un appello anche ai colleghi giornalisti, alle piccole testate indipendenti, ai blogger e agli operatori dell’informazione agroalimentare.
Chi condivide il principio che una piccola voce debba avere la possibilità concreta di difendere il proprio lavoro, può rilanciare questa raccolta.
Non è necessario condividere ogni posizione editoriale de Il Fatto Alimentare. Non è questo il punto.
Il punto è difendere la possibilità che nel nostro settore possano continuare a esistere anche voci piccole, indipendenti, critiche e differenti tra loro.
Oggi è Il Fatto Alimentare. Domani potrebbe essere un’altra testata.
Potrebbe essere Newsfood.
BOX – COME SOSTENERE IL FATTO ALIMENTARE
La raccolta fondi è gestita direttamente da Il Fatto Alimentare attraverso GoFundMe.
Newsfood.com non raccoglie denaro e non svolge alcuna intermediazione.
Chi desidera contribuire può effettuare la propria donazione direttamente attraverso la raccolta ufficiale.
https://www.gofundme.com/f/san-benedetto-chiede-15-milioni-a-il-fatto-alimentare
Chi non può o non desidera contribuire economicamente può aiutare semplicemente condividendo la raccolta fondi e questo articolo.
DATI ESSENZIALI
Controversia: Acqua Minerale San Benedetto / Il Fatto Alimentare
Richiesta risarcitoria: 1,5 milioni di euro
Stato: giudizio d’appello in corso
Prossima udienza indicata dalla raccolta: 23 settembre 2026
Raccolta fondi: oltre 19.000 euro al 9 settembre 2026
Obiettivo dichiarato: 30.000 euro
Articolo aggiornato al 9 settembre 2026. Gli articoli pubblicati sono realizzati a firma dell’Autore, o della Redazione, con il supporto di strumenti di Intelligenza Artificiale per attività di ricerca, organizzazione e revisione. L’impostazione editoriale, la selezione delle fonti e la responsabilità dei contenuti sono della Redazione Newsfood.






