PALAZZO CLERICI, L’AMBIZIONE DI UNA REGGIA NEL CENTRO DI MILANO
3 Settembre 2026
La famiglia Clerici accumulò un’enorme ricchezza grazie agli affari e riuscì progressivamente a entrare nei ranghi più elevati della società.
Oggi Palazzo Clerici è visitabile, ma non è un museo con apertura quotidiana. È la sede dell’ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, viene aperto al pubblico periodicamente. La parte più importante della visita è ovviamente la Galleria del Tiepolo, con il celeberrimo affresco del Carro del Sole, gli arazzi fiamminghi e la preziosa boiserie dorata.
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Milano, 3 settembre 2026
I luoghi di Milano tra storia, leggenda e attualità
PALAZZO CLERICI, L’AMBIZIONE DI UNA REGGIA NEL CENTRO DI MILANO
di Ben Sicchiero
La storia dei Clerici è una delle più interessanti per capire come funzionava la società milanese. La famiglia accumulò un’enorme ricchezza grazie agli affari e riuscì progressivamente a entrare nei ranghi più elevati della società. Il palazzo doveva dimostrare questa trasformazione; e c’è perfettamente riuscito come dimostrano l’edificio e soprattutto la celebre galleria interna, ricchissima di opere d’arte e di decorazioni.
L’uomo che volle trasformare il proprio palazzo in una reggia si chiamava Antonio Giorgio Clerici, figura particolarmente interessante della Milano settecentesca: ricchissimo aristocratico, militare, uomo di corte e soprattutto straordinario committente d’arte. Il suo nome è indissolubilmente legato a Palazzo Clerici e al capolavoro di Tiepolo che ne decora la volta.

Nato nel 1715, figlio del marchese Carlo Giorgio Clerici e di Maria Archinto, infanzia e giovinezza furono segnate da una serie di lutti: padre, nonno, bisnonno. Appena ventunenne, ereditò un patrimonio enorme insieme ai titoli di marchese di Cavenago, signore di Cuggiono e marchese di Trecate.
Il giovane Clerici aveva un progetto: vivere come un principe. E un principe doveva abitare in una residenza capace di rivaleggiare, almeno simbolicamente, con le dimore delle grandi famiglie principesche, trasformando la magione avita in una dimora con un cerimoniale vicino a quello di una corte principesca, dotandola di numerose gallerie destinate ai ricevimenti e all’esposizione delle opere d’arte.

Nel 1740 Antonio Giorgio affidò a Giambattista Tiepolo la decorazione della grande galleria del piano nobile. La scelta fu prestigiosa. Tiepolo era già uno dei maggiori pittori italiani e la sua fama era in piena espansione.
La galleria era però difficilissima da affrescare: circa 22 metri di lunghezza per poco più di 5 metri di larghezza. Una proporzione estremamente allungata. Tiepolo dovette quindi inventare una composizione capace di dilatare illusionisticamente lo spazio.
Il risultato fu la celeberrima Corsa del carro del Sole. Al centro della volta Apollo attraversa il cielo con la sua quadriga; intorno compaiono divinità, allegorie dei quattro continenti, figure marine e fluviali e le Arti. Con un dettaglio: Tiepolo inserì il proprio autoritratto nell’allegoria.

Perché Clerici volle proprio quel soggetto? L’affresco può essere interpretato a diversi livelli.
Da una parte, il Sole poteva alludere alla nuova epoca inaugurata dall’ascesa al trono nel 1740 di Maria Teresa d’Austria, della quale fu suddito fedele, nel cui esercito militò da colonnello, proprietario di un reggimento austriaco, che manteneva economicamente.
Un’altra ipotesi interessante, avanzata dal Metropolitan Museum, riguarda il matrimonio con Fulvia Visconti celebrato nel 1741, a completamento del capolavoro.
Pochi anni dopo la morte di Clerici, dal 1771 al 1778 il palazzo-reggia fu affittato all’arciduca Ferdinando d’Asburgo-Lorena e a Maria Beatrice d’Este, che vi stabilirono la loro corte milanese.
Clerici morì nel 1768, a soli 53 anni, nel suo stesso palazzo. Non lasciò però ai suoi eredi la grande fortuna che aveva ereditato: investì nel palazzo somme enormi, non soltanto per Tiepolo ma per realizzare boiserie dorate, stucchi, arredi preziosi, specchi, opere pittoriche e altri apparati decorativi. Il risultato fu magnifico, ma economicamente devastante. Palazzo Clerici passò al cugino Francesco Maria Clerici, appartenente al ramo secondario della famiglia.
Oggi Palazzo Clerici è visitabile, ma non è un museo con apertura quotidiana. È la sede dell’ISPI-Istituto per gli Studi di Politica Internazionale, il più prestigioso “think tank” italiano fondato nel 1934; viene aperto al pubblico periodicamente, soprattutto attraverso visite guidate ed eventi. La parte più importante della visita è ovviamente la Galleria del Tiepolo, con il citato celeberrimo affresco del Carro del Sole, gli arazzi fiamminghi e la preziosa boiserie dorata.
Visite guidate (gratuite) sono organizzate periodicamente dall’ISPI (tel. 02 8633 131); per i visitatori (a pagamento) è indicato un numero massimo di sei persone.
Indirizzo:
via Clerici 5, a due passi dalla Scala.
Si raggiunge facilmente con le Metro 1 (fermate Duomo e Cordusio) e 3 (fermata Duomo) oltre a numerosi tram e bus che fermano nei pressi.
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