Il fantastico mondo della vitamina D e il rachitismo

Il fantastico mondo della vitamina D e il rachitismo

(Parte prima)

La vitamina D è riconosciuta come la “vitamina del sole”.

Da una prospettiva evolutiva, il fitoplancton e lo zooplancton che esistono nei nostri oceani da più di 500 milioni di anni, producono vitamina D quando esposti ai raggi solari. La
funzione della vitamina D in queste primitive forme di vita non è ancora stata compreso al meglio.

Si sa però che il precursore della vitamina D, ovvero la pro-vitamina D, ha una struttura a 4 anelli relativamente rigida, la quale è inclusa nel doppio strato lipidico delle
membrane cellulari. Con l’esposizione ai raggi solari, la struttura a 4 anelli diventa meno rigida permettendo la permeabilità della membrana agli ioni, incluso il calcio.

Questo spiega perché la vitamina D sia cosi importante, soprattutto nell’evoluzione, per il mantenimento del metabolismo del calcio e fondamentale per l’evoluzione delle forme di vita
dalla formazione dell’endoscheletro, e la venuta sulla terra.

Le primissime pitture rupestri indicano che gli uomini primitivi apprezzavano non solo il calore del sole, ma anche l’importanza delle proprietà vivificanti dei raggi solari.

La prima evidenza dell’importanza della luce solare per la salute umana, si ha con la rivoluzione industriale.

La popolazione cominciò a concentrarsi prevalentemente nelle città, vivendo in abitazioni costruite una accanto all’altra. Inoltre il consumo di carbone e di legna inquinò
l’aria e avendo come risultato che i bambini cresciuti in città industrializzate avevano meno esposizione alla luce del sole rispetto ai bambini cresciuti in campagna.

Glissen, DeBoot e Whistler riconobbero che i bambini viventi nelle città interne di tutta Europa, mostravano segni di ritardo nell’accrescimento e malformazioni scheletriche includenti
anche delle proiezioni ossee lungo la gabbia toracica (dette rosari rachitici), gambe arcuate da ginocchia vare o valghe.

Chiamarono questa malattia “Rachitismo”.

La malattia si diffuse fino agli Stati Uniti d’America, ove i bambini di New York City e Boston erano esposti a condizioni similari di inquinamento. A partire dal 1900, la malattia era talmente
comune e devastante tanto da stimare un interessamento di oltre il 90% dei bambini nei soli stati del Leiden e dei Paesi Bassi mentre a Boston soffriva di rachitismo l’80% dei bambini.

Nel 1822, Sniadecki pubblicò le sue osservazioni cliniche riguardanti la comparazione tra bambini viventi nel centro città di Varsavia rispetto ai bambini delle zone rurali al di
fuori di Varsavia. Notò che i bambini del centro città avevano un’alta prevalenza della malattia mentre quelli delle zone rurali non ne soffrivano affatto. Ipotizzò che la
base della malattia e del suo relativo incremento, fosse da imputarsi alla scarsa esposizione al sole dei bambini.

Nel 1890 Palm, alla base di questa ipotesi, notò che i bambini della Gran Bretagna, pur essendo in condizioni alimentari e sociali maggiormente favorevoli, avevano un rischio di
sviluppare la malattia maggiore rispetto a bambini di Cina e India, che invece non ne soffrivano affatto, pur avendo una nutrizione più povera e vivendo in condizioni di totale
squallore. Palm concluse quindi che il bagno solare potesse prevenire il rachitismo.

Nel 1919 Huldschinsky espose i bambini affetti da rachitismo a una lampada a mercurio riportando la guarigione del rachitismo. Nel 1921 Hess e Unger osservarono che nella città di New
York, chi era esposto alla luce del sole sul tetto dell’ospedale per un periodo di diversi mesi aveva una buona prognosi sul rachitismo. Di li a poco si scoprì che irradiando il cibo con
raggi UV si poteva conferire una proprietà antirachitica. Si cominciò allora a fortificare e irradiare ogni alimento. Nel 1930 la vitamina D fu il nuovo miracolo vitaminico e
molti alimenti vennero prodotti già fortificati (addirittura fu fortificata anche la birra). Nel secondo dopoguerra, la fortificazione non fu ampiamente controllata e si verificarono
anche intossicazioni da vitamina D. Questo causò il bando delle fortificazioni a base di vitamina D in molti paesi europei, bando attivo ancora ai giorni nostri.

Questo dimostra non solo quanto sia importante la vitamina D nell’evoluzione e nello sviluppo dell’uomo ma quanto sia importante non esagerare con integratori e fortificazioni.

FONTE: Am J Clin Nutr 2004;80(suppl):1678S-88S


Giulio Ferrari 

per Newsfood.com

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