Sabato 11 giugno al castello di Morsasco (AL) si parla di Falchi e Falconeria

Sabato 11 giugno al castello di Morsasco (AL) si parla di Falchi e Falconeria

Questa volta si farà un tuffo in un tempo molto antico quando il falco era considerato l’immagine, la manifestazione del Dio tra gli uomini e non era ancora utilizzato per la
caccia. Sandro Trucco analizzerà gli aspetti più rilevanti che legano le specie aviarie alla religiosità dell’Antico Egitto. Verranno in particolare analizzate le figure di
Horo e Thot legate rispettivamente al falco e all’ibis. Nel corso della relazione, che verrà sviluppata con numerose immagini, oltre agli aspetti più interessanti delle due figure,
verranno anche presentati in dettaglio quelli che sono i templi più significativi legati ai due déi e in particolare il tempio di Edfu, quello di Kom Ombo e altri templi nubiani.

A seguire Fabrizio Piazza, Maestro Falconiere del castello di Morsasco, ci racconterà l’origine e la pratica antica della Falconeria. Nata come strumento per catturare la selvaggina da
pelo e da penna, pare abbia origine nel centro dell’Asia intorno al 2000 a.C., per poi estendersi al Giappone, India, Persia, Nord Africa e così via fino a raggiungere l’Europa.

I Romani la praticavano come mezzo per catturare gli uccelli, ma non direttamente, utilizzavano i rapaci per spaventare gli uccelli che si nascondevano nella macchia o fra l’erba e lì
venivano catturati per mezzo di reti. Nel Medioevo, la Falconeria era un elemento fondamentale nell’educazione di un nobile o di un cavaliere. I falconieri di Corte erano scelti e numerosi,
ognuno aveva in cura non più di 4-5 falchi venivano pagati principescamente e godevano condizioni di favore presso la Corte.

Per concludere verrà presentato il III° Torneo di Falconeria che si terrà a Morsasco domenica 18 settembre 2011. Lo scorso anno il Torneo è stato vinto dal
castello di Morsasco con il Falco Sacro Sinai e Andrea Piazza strozziere.

Chiude, questa prima parte della giornata, l’esibizione del Falco Sacro e della Poiana di Harris utilizzata per l’allontanamento di specie infestanti come piccioni, gabbiani, cormorani,
corvidi, aironi e qualsiasi altro volatile che provoca o può provocare gravi o seri danni all’ambiente o all’uomo.

Dalle 20,30 sarà, invece, possibile visitare il castello di Morsasco con la visita in notturna ed assistere all’esibizione del barbagianni nei sotterranei del castello. La partecipazione
alle conferenze è gratuita; a pagamento e su prenotazione la visita al castello con il volo del barbagianni.

La manifestazione si svolgerà anche in caso di cattivo tempo.

Per informazioni e prenotazioni
334 3769833
www.castellipiemontesi.it

Sandro Trucco biologo e farmacista cuneese, da moltissimi anni si occupa dell’Antico Egitto ed è responsabile del settore viaggi del portale Egittologia.net dove scrive
articoli, recensisce le principali mostre egittologiche in Italia e nel Mondo, partecipa a forum ed organizza viaggi esclusivi e approfonditi nella terra dei Faraoni; recentemente ha realizzato
una serie di interviste ai più autorevoli egittologi italiani.

Ha collaborato con Mario Tosi egittologo di fama internazionale. È relatore stabile dell’Università della terza età di Cuneo e collaboratore di ProNatura.


Fabrizio Piazza Maestro Falconiere del Castello di Morsasco, dell’Alta Scuola di Falconeria, del Gruppo storico degli Struccieri, Presidente del Circolo Falconeria Maestra

Cultore di questa antica arte che oggi vede l’utilizzo in campo venatorio, comunitario, delle tradizioni e dello spettacolo, pratica lo “stile italiano di Falconeria” detto “alla Coppaloni”.

Fabrizio Piazza ha studiato e praticato la Falconeria in quei posti dove un tempo i nobili arabi e normanni ammaestravano, addestravano e allevavano potenti astori e falconi, unendo
l’insegnamento antico con il moderno. Falconiere da più di venti anni, collabora al recupero dei rapaci feriti e non, ha studiato e seguito per anni, in Sicilia, la vita e le abitudini
di molte specie di rapaci sia diurni che notturni, collabora con alcuni Centri Recupero Rapaci. Dal 2003 studia la vita e la riproduzione del Falco pellegrino nel Comune di Luino (Va) e il suo
impatto biologico, insieme all’Astore e allo Sparviero, nella diminuzione dei piccioni e il controllo delle malattie trasmesse dagli stessi. Dal 2002 viene invitato a partecipare a varie
giornate medievali dove per l’occasione fa esibire in volo i suoi collaboratori alati: i falchi sacri, i falchi pellegrini, il Gheppio, l’Aquila reale, il Gufo reale, il Barbagianni e Neve il
Gufo delle nevi.

Tiene regolarmente corsi di Falconeria.

Il Castello di Morsasco

Sorge sulle colline dell’alto Monferrato: per arrivare a Morsasco si lascia la strada che da Acqui Terme conduce ad Ovada. Si accede al castello attraverso l’antica porta sormontata dalla torre
trasformata in campanile nel XVII secolo. Adiacente la porta è la casa del boia dove un tempo i condannati venivano sottoposti alle punizioni con la tortura dei “tratti di corda”.

Superata la porta, che presenta ancora le feritoie dove si innestava il ponte levatoio, si entra tra le case dell’antico ricetto e seguendo il selciato in pietra si giunge la piazzale con il
castello e la chiesa di San Bartolomeo collegati in un unico corpo.

Le prime notizie certe del castello sono del 1224 quando i Marchesi Del Bosco lo cedettero ai Malaspina di Cremolino, che lo tennero fino al XVI quando Violante Malaspina sposò il conte
Giovan Battista Lodron. I Lodron, antica casata trentina, furono abili e coraggiosi condottieri e spregiudicati nel tessere alleanze. Il prestigio e le ricchezze conquistati con le guerre
accrebbero notevolmente i loro possedimenti, tanto che, essendo ormai ovunque riconosciuti i loro dominii furono nominati conti del Sacro Romano Impero.

Giovan Battista Lodron, a Morsasco fece lavori di ampliamento e gettò le basi per la trasformazione del castello che al tempo doveva assomigliare molto più a un castrum sorto per
scopi belliche e che i Malaspina dovevano utilizzarlo soprattutto per gli acquartieramenti delle truppe nei mesi invernali; oggi sono ancora visibili i locali al piano terra destinati alla
truppe. I Lodron iniziarono a strutture un corpo di fabbrica più articolato. Oggi possiamo leggere i loro interventi in quanto in alto sugli spigoli dei basamenti misero tête
coupé ancora visibili nella torre quadrangolare e nel corpo di fabbrica principale. Dei Lodron è anche l’importante camino in pietra nel salone del piano nobile. Estintasi la
famiglia alla fine del Cinquecento, il feudo di Morsasco venne venduto dai Marchesi di Monferrato, i Gonzaga, a Barnaba Centurione Scotto con il titolo di Marchese.

Ai Centurione Scotto si deve l’assetto architettonico del castello così come lo vediamo oggi: un grande palazzo con saloni riccamente decorati; la cappella venne costruita all’inizio del
1700 ed è dedicata a Santa Caterina e a San Bernardino da Siena.

L’ultimo importante restauro del castello lo si deve al Marchese Domenico Pallavicino che ne divenne proprietario a inizio secolo scorso.

Di notevole importanza è la sala della Pallacorda, una gallerai lunga 23 metri e larga 7 metri; oggi negli antichi granai è allestita una mostra di manodomestici e lumi antichi.

Redazione Newsfood.com+WebTv

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