“Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas père

“Il conte di Montecristo” di Alexandre Dumas père

Fagiano arrostito con merli di Corsica, prosciutto di cinghiale con gelatina, capretto alla tartara, rombo, aragosta. Tra una portata e l’altra erano serviti su piattini gli entremets. I piatti
delle portate maggiori erano d’argento, i piattini di porcellana del Giappone così ci descrive Alexandre Dumas père  il pranzo offerto dal Conte all’ospite Franz
d’Epinay, nella  sua dimora segreta sull’isola di Montecristo.

(Il barone Franz Quesnel, figlio del generale d’Epinay, ucciso in duello da Noirtier de Villefort, padre del grande accusatore di Edmond Dantès, è conte di Morcerf e ha conosciuto
Edmond Dantès sotto l’identità di Simbad il marinaio durante una sosta sull’isola di Montecristo.  Promesso sposo di Valentine,  il matrimonio va a monte per la
drammatica rivelazione di Noirtier di Villefort, nonno della giovane, durante la cerimonia per la firma del contratto di fidanzamento).

Gli entremets avevano, nei menu di gran servizio  ottocenteschi, la funzione di chiudere il “servizio” lasciando il posto al dessert. Oggi pochissimi li servono secondo il loro antico
rituale. Si salvano, però,  le vivande che lo componevano …qua e là  nel menu…e utilizzate con criteri troppo disinvolti.

Edmond Dantès, conte di Montecristo, spietato e infallibile giustiziere non è soltanto il protagonista delle straordinarie e mirabolanti avventure dell’omonimo romanzo che, 
insieme a I tre moschettiei, può essere considerato il più popolare, duraturo e genuino dello scrittore francese ma assurge piuttosto a fulcro motore di una storia dalla quale
traspare, ai nostri occhi pietosi e disincantati, il dramma di un uomo del suo tempo.

Edmond esperto marinaio, nubendo della bella catalana Mercédès è fatto oggetto di una trama perversa. Imprigionato innocente nel castello d’If, conosce l’abate Faria dal
quale trae il sapere per desiderare una rinascita  intellettuale. Fortunosamente sopravvissuto al rito della sepoltura dei prigionieri, diventa il Conte di Montecristo, dal nome dell’isola
di cui è proprietario dopo avervi trovato il tesoro indicato dal suo mèntore.

E’ questa l’identità che gli permetterà di compiere la sua complicata vendetta.

Raccontare è percorrere il tempo secondo un certo ritmo, collegando le immagini in una sequenza infinita senza fratture, facendo scorrere quel flusso energetico che la vitalizza senza
mai mandarla a una vera fine.

 

La signora in Rosso
in esclusiva per Newsfood.com

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