Il Codex Alimentarius veglia sul consumatore

Il Codex Alimentarius veglia sul consumatore

E’ dal 1963 che, a livello mondiale, è operativa la Codex Alimentarius Commission: si tratta di una commissione intergovernativa cui prendono parte
numerosi comitati, di diversi Paesi, con lo scopo principale di programmare e proporre misure a tutela della salute dei consumatori e della correttezza degli scambi internazionali in materia
alimentare.

 Sotto il patrocinio della FAO e dell’OMS, la Commissione ha stilato un vero e proprio codice: un insieme di regole e di normative riguardanti la sicurezza degli alimenti e i relativi scambi
commerciali.

Il Codex Alimentarius Procedural Manual viene annualmente revisionato ed aggiornato, grazie all’ intervento di esperti di varie discipline scientifiche
dell’alimentazione, come, ad esempio, autorità di controllo del cibo e tecnici alimentari, insieme a rappresentanti dei consumatori, dei produttori, dell’industria e del commercio.

 Il risultato è un importante apporto per la redazione di leggi attive a livello nazionale ma, poiché alla stesura del Codex partecipano ben 173 Paesi più l’Unione
Europea, da qui prendono il via anche misure e provvedimenti operativi su scala mondiale.

Il 7 luglio 2009 si è chiusa la settimana di riunione che ha portato all’introduzione di più di 30 nuovi codici standard internazionali
riguardanti la condotta e le linee guida da osservare per migliorare la sicurezza alimentare e la salute dei consumatori di tutto il mondo.

 Tra le problematiche affrontate, spicca la necessità di limitare al massimo delle possibilità la contaminazione di certi alimenti da parte di xenobiotici, tossine e organismi
patogeni.

 Spesso, la presenza di tali sostanze, in particolare per quel che riguarda i numerosi contaminanti con effetto cancerogeno, è il risultato dell’attività industriale umana,
tuttavia, proprio con una più attenta applicazione delle moderne tecnologie di produzione è possibile arginare il problema e prevenirne di nuovi.

In quest’ottica, la Commissione ha approvato le misure per ridurre la formazione di acrilamide, sostanza considerata come possibile cancerogeno e che si
sviluppa durante la frittura, la torrefazione e la cottura di prodotti ricchi di carboidrati.

Vengono quindi indicate le strategie migliori per la scelta delle materie prime, la loro trasformazione e riscaldamento.

Ugualmente, sono state stilate le prime linee guida per ridurre gli idrocarburi policiclici aromatici, prodotti della combustione, possibili cancerogeni
per l’uomo, presenti nei cibi fortemente affumicati ed essiccati.

 Altra sostanza dal possibile potere cancerogeno è l’ocratossina A, la cui presenza può essere riscontrata nel caffè.

Per questo, vengono incentivati programmi che ne prevengano la formazione all’interno delle piantagioni (una corretta pratica colturale, corrette operazioni di raccolta e stoccaggio sono
determinanti), nei paesi produttori di caffè.

 E’ stato, poi, ritenuto necessario un maggiore controllo relativamente ad un prodotto particolarmente esposto alla contaminazione batterica, destinato per altro a soggetti spesso
immunodeficienti, come bambini, malati ed anziani.

Si tratta delle polveri alimentari per lattanti, nonché del latte in polvere.

Oltre ad una corretta igiene di produzione, debitamente monitorata dalle autorità competenti, per scongiurare la proliferazione di salmonella ed altri
batteri
, la Commissione sottolinea l’importanza di campagne di educazione del consumatore.

 Sono stati, inoltre, fissati chiari parametri riguardo la presenza di Listeria monocytogenes all’interno di alimenti pronti al consumo, cioè
da non sottoporre a cottura in ambito domestico.

Per i cibi in cui il batterio non è in grado di crescere viene accettato un grado massimo di presenza, mentre in prodotti in cui il batterio è in grado di moltiplicarsi, viene
richiesta la totale assenza del patogeno.

 Questo batterio, raramente pericoloso per soggetti sani, risulta potenzialmente mortale per le persone affette da HIV, sottoposte a chemioterapia o immunodepresse, per i neonati e gli
anziani; la listeriosi può causare anche aborti durante una gravidanza.

 Ecco come, costantemente, il Codex Alimentarius si evolve per garantire una sempre più efficace tutela del consumatore e una sempre
più responsabile produzione e commercializzazione di prodotti alimentari.

 Marta Banni

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