Il Brunello di Montalcino ha scelto Mailander per la comunicazione
11 Ottobre 2010
Ecco la presentazione dell’agenzia Mailander quale nuovo ufficio stampa del Consorzio del Brunello di Montalcino
Ha risposto alle domande Bruno Caprioli, partner dell’agenzia.
1 – Perché il Consorzio del Brunello di Montalcino ha scelto Mailander per la comunicazione?
A mio parere per due motivi: l’approccio strategico proposto per il posizionamento del Brunello e le competenze maturate nel MKTG internazionale dall’agenzia. Mailander, infatti, è stata
la prima società di consulenza in Italia ad aver sviluppato al proprio interno, oltre 15 anni fa, un’area di specializzazione dedicata all’ideazione e realizzazione di progetti integrati
di marketing internazionale e promozione economica, turistica e culturale dei sistemi territoriali.
Proprio questa esperienza ci ha consentito proporre un approccio che, andando al di là del solo “prodotto”, fa leva sull’unicum creato da legame con territorio e le eccellenze di
Montalcino per ampliare il target di comunicazione e posizionare in modo efficace il Brunello a livello nazionale ed internazionale. Un unicum che conosco molto bene essendo di origini ilcinesi
e avendo tuttora una casa e tutti gli amici a Montalcino. Last but non least sicuramente ha influito anche il fatto che siamo membri fondatori di 27&More, un network internazionale di
agenzie di comunicazione e relazioni pubbliche presente in tutto il mondo.
2 – Quali potenzialità allora risiedono nel Brunello e nel territorio di Montalcino a livello comunicativo?
Il Brunello di Montalcino è un marchio affermato a livello internazionale, uno dei brand più conosciuti del nostro Paese, sinonimo di eccellenza in tutto il mondo. Questo vino non
ha quindi molto bisogno di notorietà ma di una sua migliore definizione a livello internazionale, consolidando la propria reputazione e puntando su una visibilità di tipo
qualitativo. Non bisogna anche dimenticare che Montalcino, al di là della produzione vinicola, è un territorio patrimonio dell’umanità (Val d’Orcia), che ha un forte appeal
legato al turismo di qualità, e una altrettanto forte identità territoriale.
Questi due elementi hanno polarizzato su Montalcino interessi diversi, creando una contaminazione che ha generato un sistema unico dove la tradizione enologica e storica si è incontrata
con il gusto e la cultura internazionale dando vita a realtà molto interessanti. Ciò in un contesto in cui la sensibilità verso la cultura materiale legata alla
civiltà enogastronomica e le contaminazioni tra prodotto e territorio rendono forte il binomio Brunello e Montalcino non solo a livello comunicativo.
3 – Quale pensate sia la sfida per il futuro?
Per il Brunello ribadire con forza l’immagine di unicità ed esclusività a livello internazionale. Per l’agenzia raggiungere questo traguardo confermando i risultati già
ottenuti in passato quando abbiamo contribuito a vincere grandi sfide come quella dell’immagine internazione di Torino e del Piemonte, anche attraverso le Olimpiadi Invernali 2006, o quella
relativa alla promozione economica della Regione Emilia Romagna o ancora la creazione del progetto sulle Guide Turistiche internazionali o quello sui Broadcaster televisivi mondiali che sono
due strumenti indispensabile per la promozione di territorio o di prodotti.
La storia ed il marchio del Brunello e di Montalcino in questo senso sono un viatico di grande prestigio, ed una garanzia di successo per entrambi.
Bruno Caprioli si affaccia al mondo della comunicazione nel 1992, dopo cinque anni di esperienza giornalistica, entrando a far parte di Mailander, di cui nel 1995 diventa partner e
membro del Consiglio di Amministrazione.
Redazione Newsfood.com+WebTv




