Identità Golose: Newsletter n. 373 di Paolo Marchi del 14 aprile 2012

Identità Golose: Newsletter n. 373 di Paolo Marchi del 14 aprile 2012


Ieri sera, poche ore fa, ho fatto qualcosa che sarebbe stato normale fino a fine febbraio e ora meno: sono andato a cena al Trussardi. Tutto poco normale perché vi ho (ri)trovato Andrea
Berton. Praticamente assente per l’intero mese di marzo, tra il sospeso e il vacanziero, lontano dai suoi fornelli senza una motivazione ufficiale, Berton è di nuovo lì come se
nulla fosse successo, è un fior di professionista e si comporta come tale e io ho mangiato tre piatti più che ottimi, genialmente gustosi.


Però qualcosa è, comunque, successo e per quanto tutto funzionasse, per quando la cucina fosse in forma e la sala girasse davvero bene, tutti
attenti e solerti, uno si chiede sempre cosa accadrà più avanti, dopo l’estate ad esempio. E’ un po’ come in una coppia dopo il primo tradimento: due possono pure decidere che non
è accaduto nulla e ripartono di slancio, ma quanto dura per davvero senza che il passato torni a galla e alla lunga tutto si sfasci?


Milano dovrebbe tenersi ben stretta posti come il Trussardi carrozzato Berton. Non esistono cento indirizzi altrettanto alti che uno in più o uno in
meno poco cambia. I milanesi e chi viene a Milano farebbero bene a chiedersi cosa c’è nelle cucine di tanti posti normali, quelli che spacciano tradizione e “conti onesti”. Spesso sono
come quei tappeti che basta alzarli e rabbrividisci. Leggere per favore qui.


Paolo Marchi



Tutti a cena al Finger’s Garden il 23 aprile


Roberto Okabe, nella foto quello con la bandana e gli occhiali, è un nippobrasiliano che a Milano si è messo in bella luce gastro-modaiola alla guida di Finger’s in via San Gerolamo
Emiliani angolo inizio corso Lodi, telefono 39.02.54122675. Tanti colori, tanta allegria, tante veline e tanti calciatori, uno pure suo socio, tra l’altro uno dei pochi ben lontano dal prototipo
del calciatore tutto gambe e zero cervello,Clarence Seedorf.


Da pochi mesi Roberto ha raddoppiato in città con Finger’s Garden in via Giovanni Keplero, ovvero piazza Carbonari, telefono 39.02.606544, in uno spazio
già scuola giapponese e poi centro di meditazione. Aperto solo la sera da lunedì a sabato, ambiente strepitoso, tavoli e banconi in legno di sequoia, ripiani alti una spanna,
chiassosa allegria, un locale articolato in più ambienti, compreso un rilassante giardino orientale e in generale un insieme che ricordo Zuma a Londra.


E a tutto questo va aggiunta pure la professionalità dello chef Gustavo Young, per metà brasiliano come Okabe ma per l’altra cinese e non
giapponese. Due cene distinte e subito l’invito fatto loro di dare appuntamento al Finger’s Garden per una delle Cene di Identità Golose il prossimo 23 aprile alle 20.30. Il locale tutto
per noi a un prezzo unico: 80 euro birra e vini compresi. Per il menu cliccare qui, per info e prenotazioni chiamare al numero verde 800.825144 oppure al ristorante stesso, 02.606544.



Aggiungi un pasto a tavola a Milano


Difficile che un milanese sotto i 30 anni conosca nomi e dislocazione geografica dei Mercati Comunali Coperti di Milano: troppo fuori dalle rotte
dell’adolescenza o della prima età adulta. Ma settimana prossima è possibile rimediare. In abbondanza. Alle ore 11 di lunedì 16 aprile, verrà presentato a Palazzo
Marino “Aggiungi un pasto a tavola”, un progetto firmato da ben 3 assessorati del Comune di Milano (Attività produttive, Turismo e Marketing territoriale; Volontariato, Coesione sociale e
Sicurezza e Politiche sociali e Cultura della salute), in collaborazione con Identità Golose, allo scopo di valorizzare i 121 mercati (95 scoperti, 26 coperti) che puntellano il suolo di
Milano.


In sostanza, a 5 mercati comunali coperti sono stati abbinati altrettanti cuochi che danno un lustro importante alla città. Giovedì 19,
venerdì 20 e sabato 21 aprile in ognuno di questi luoghi sarà possibile andare a caccia di tutti gli ingredienti per realizzare ricette d’autore, “spendendo il giusto”. Menu
completi (3 piatti), per realizzare pasti di gran qualità intesi per 4 persone e dal valore di 20 euro. Un’iniziativa solidale perché ogni raccolta di ingredienti contribuirà
poi a rinsaldare un’ulteriore catena pensata per i cittadini più in difficoltà.


In attesa di scoprire tutti i dettagli a Palazzo Marino lunedì prossimo, cominciamo intanto “a far la bocca” con cuochi, ricette e mercati. Carlo Cracco (Mercato Prealpi, piazza Prealpi)
cucinerà Risotto con salsiccia e piselli; Tuorlo d’uovo fritto con asparagi e Semifreddo di ricotta, pere e miele. Pietro Leemann (Mercato Ca’ Granda, via Moncalieri) Timballo di riso e
asparagi; Caprese di pomodoro e taleggio e Carpaccio di fragole con scaglie di cioccolato. Aimo Moroni(Mercato Wagner, piazza Wagner) Risotto con capperi di Pantelleria, stracciatella, pomodori e
piselli freschi; Passata di pomodoro su crostoni di pane all’origano e capperi di Pantelleria e Granita di arance e clementine all’olio extravergine d’oliva; Davide Oldani (Mercato Ticinese,
piazza XXIV Maggio) Ravioli di piselli arrostiti al profumo di arancia; Tartare di salsiccia fresca, asparagi verdi, fave e nocciole; Vellutata di ricotta, fragole, pepe nero e basilico mentre
Viviana Varese (Mercato Morsenchio, largo Guerrieri Gonzaga) detterà le istruzioni per cucinare Spaghetti alle noci e acciughe; Flan di Grana Padano con composta di cipollotti e Macedonia
di frutta e verdura.



I Rubitt e la novità all’Hangar Bicocca


Nuove mostre e nuove proposte gastronomiche all’Hangar Bicocca, in quell’enorme spazio in via Chiese a Milano che dal 2004 ospita installazioni e esposizioni di artisti internazionali: la regia
del ristorante interno, il Dopolavoro Bicocca, è stata affidata alla giovane squadra già consolidata nel panorama ristorativo milanese e composta dallo chef Cesare Battisti e dal
maître-sommelierDanilo Ingannamorte, duo già al timone del ristorante Ratanà in via de Castillia e dell’Erba Brusca lungo il Naviglio Pavese.


La cucina del Dopolavoro Bicocca è affidata alle mani del giovane Paolo Casanova e la sala aGiacomo Gironi, con una proposta che ricalca quella già
improntata al Ratanà ma che qui si radica e si esprime alla massima potenza: il concetto è quello di piatti semplici della tradizione italiana (e non solo milanese) dall’ottimo
rapporto qualità-prezzo, ma soprattutto è quello del più caratteristico Menu Rubitt valido per l’ora dell’aperitivo di cui Battisti è già promotore a pieno
titolo nella sede centrale di via de Castillia.


In milanese rubitt significa “piccola cosa di pregio” e va inteso come una versione miniaturizzata sia dei piatti del menu che di altre proposte: tanti piccoli ottimi assaggi che accompagnano un
buon bicchiere di birra o un calice vino o un cocktail. È una formula pensata per essere volutamente la versione milanese delle famose tapas spagnole, senza rinunciare alla qualità
anche durante il pre cena e soprattutto senza spendere troppo: insomma, anche gli universitari limitrofi possono godere delle golosità in versione happy hour a prezzo contenuto.


Il Dopolavoro Bicocca è aperto dalle 11 alle 23, il martedì e il mercoledì si può gustare il menu alla carta dalle 11 alle 16, è chiuso invece il lunedì,
telefono 39.347.6625732.


Giulia Corradetti



Bentobar, new expressions con Tunde


Tunde Pecsvari è una trentenne ungherese nata vicino al lago Balaton che per fortuna di noi milanesi ha scelto la città del Duomo per realizzarsi come ristoratrice e sommelier. In
quel tratto di corso Garibaldi che va da largo La Foppa a piazza XXV Aprile, ha un piede in un locale e il secondo in un altro. Sul marciapiede di sinistra eccola dal 2008 all’Osteria Brunello e
su quello di destra addirittura dal 2004 alBentobar che non è solo bar ma, per fortuna, anche un ristorante di fusion giapponese.


Poche settimane fa, al Bento sono stati proposti nuovi piatti, nuovi sushi, nuovi sashimi, tutti molti fantasiosi. Una proposta si chiama Amami, un’altra Bentosfera e in tavola arriveranno “sfere
di sushi con tonno, salmone e branzino scottato, la sensazione di un abbraccio” fino al D-light “dolce note esotiche per augurarvi un dolce incontro”. E infine il Sushiburger a “base di riso,
strato di salmone, ancora riso, strato di tonno, riso, avocado (che nei sushi adoro, ndr), uova di salmone, salsa”, un cilindro che “dal fast food prende solo il nome e la forma, il sapore
è tutto frutto della nostra creatività”.


Il Bentobar è al 104 di corso Garibaldi, telefono 39.02.6598075. Pieno pieno dal tramonto perché è in piena movida alcolica, lo consiglio a pranzo, al grande tavolo comune,
seduti con lo sguardo rivolto all’esterno.



Mi gusto Tortona, una settimana a tutta gola


Il Salone del Mobile è alle porte, prossima settimana Milano si animerà di designer, architetti e arredatori tra i più creativi e innovativi al mondo. E gli chef? Non temete,
ci saranno anche loro: il vino e la cucina hanno sempre un posto speciale anche nella sfera del design. Via Tortona sarà come sempre l’epicentro di tutte le scorribande artistiche, e
stavolta potranno essere anche culinarie: la novità della prossima edizione della Tortona Design Week sarà Mi gusto Tortona – Farmer & Gourmet Experience, una combinazione tra
filiera agroalimentare e cucina in chiave Expo 2015.


I prodotti di 7 aziende agricole aderenti alla Confederazione Italiana Agricoltori di Milano, Lodi e Monza Brianza verranno interpretati da 7 chef coordinati da Cesare Battisti del ristorante
Ratanà, che cucineranno un piatto ciascuno all’interno dell’Arca Inoxpiù posizionata nel piazzale di via Bergognone. Da martedì 17 a domenica 22 aprile dopo Battisti si
alterneranno nell’Arca Viviana Varese, Enrico eRoberto Cerea, Matias Perdomo, Fabio Pisani e Alessandro Negrini e in chiusura di nuovo Cesare Battisti con Alice Delcourt. L’iniziativa è
un’idea di Tortona Area Lab e sviluppata in collaborazione con l’Associazione Maestro Martino presieduta da Carlo Cracco.


Spostandosi allo Spazio Bigli in via Bigli si potrà partecipare a un’intera settimana dedicata alFood, Wine & Design Umbro: in particolare domenica 22 è in programma la
presentazione della nuova Tenuta Castebuono a Bevagna (Perugia), cantina di proprietà della Famiglia Lunelli e progettata da Arnaldo Pomodoro, a cui seguirà la degustazione di vini
e prodotti della regione Umbria. Da martedì 17 invece spazio al riciclo delle barrique: nel progetto di San Patrignano “Barrique, la terza vita del legno” sono stati coinvolti 30
architetti e designer che hanno progettato un oggetto di design utilizzando proprio il legno di recupero delle botti. Gli oggetti sono stati poi realizzati dai ragazzi della comunità e
saranno esposti al padiglione 11 presso lo stand B19 e C20.


Per tutte le esposizioni in Fiera Milano a Rho cliccate qui, per il Fuori Salone invece qui.



Roberto Rinaldini, cake designer visionario


Secondo Iginio Massari, «le sue torte monumentali di stile anglo-americano obbligano a rivedere schemi antiquati». Gianluca Fusto descrive il suo lavoro come un concentrato di
«arte, tecnica e molta audacia». È sufficiente sfogliare le pagine di “Cake à Porter”, un volume con belle foto e istruzioni di montaggio molto precise, edito da Reed
Gourmet, per avere il terzo e ultimo indizio del talento di Roberto Rinaldini, 35enne pasticcere riminese che qui esprime tutte le sua abilità nel cake design, l’arte decorativa in pasta
da zucchero.


Il libro è un vero catalogo che si legge a partire sia dalla prima sia dall’ultima di copertina: nella prima fa capolino la collezione dell’autunno/inverno; nella seconda le idee adatte
alla primavera e all’estate. Ognuna delle due sessioni è divisa a sua volta in sotto-temi come Baby, Party, Traditional, Wedding,Fashion, generi decorativi diversi che il Rinaldini sembra
interpretare con la stessa dimestichezza. Le composizioni sono decine. Colpiscono l’immaginario soprattutto i soggetti ad alto tasso infantile (non certo puerili nella realizzazione), come ad
esempio ilCowboy, un pistolero con cappello costruito con noci, cioccolato e caramello. Oppure Hippies, una complessa serie di torte corredata da simpatiche sculture a mo’ di pulmino e soggetti
in plissè di marzapane dediti all’immaginario flower power.


Ma Rinaldini è anche un ottimo interprete dei macaron: tanti ricordano quello allo zafferano con cui celebrò la città di Milano ma altrettanti rammenteranno di qui in avanti
quello presentato a Milano mercoledì scorso, a corredo della presentazione del suo libro: il Macaron Martini Royale, sapienti dischetti che includono Martini Bianco, Prosecco e le sferzate
frizzanti del lime più il balsamico della menta. Tutto questo perché è fondamentale vedere sempre le cose da un’ottica diversa, perché «abbiamo bisogno di
novità, attorno ma soprattutto dentro di noi», chiarisce nella prefazione del suo libro Rinaldini il visionario.


Gabriele Zanatta



IDENTITÀ GOLOSE n° 373 – 14.04.2012,

la newsletter di Paolo Marchi
Per gentile concessione



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