IDENTITA’ di VINO: Newsletter di Paolo Marchi n. 67 del 24 marzo 2012

IDENTITA’ di VINO: Newsletter di Paolo Marchi n. 67 del 24 marzo 2012

Vino, fortissimamente vino da domani a Verona. Il Vinitaly su tutti, ma anche VinNatur eViniVeri in borghi poco distanti, Summa è già in tutt’altra regione, in Alto Adige e non
in Veneto, più il mondo dell’olio al Sol, più una miriade di eventi e appuntamenti tutt’attorno il quartiere della fiera veronese per una incredibile beatificazione di Bacco e di
tutto quello che l’uomo sa mettere in bottiglia.

Noi di Identità dedichiamo a questi appuntamenti la presente newsletter, con le recensioni di due libri appena usciti e un cammeo su una cena ieri sera a Milano nel segno di vini di
Fabio Balan e dei piatti di Alessandro Breda, ex Marchesi in Bonvensin de la Riva, chef delGellius a Oderzo (Treviuso) al Cubo di Electrolux in Piazza del Duomo.

Non sono giornate che sorridono agli astemi, e questo gran movimento è molto positivo per l’industria italiana del vino. Lo stesso Vinitaly apre in maniera importante al mondo del
vino bio con tutte le sue sfumature (e divisioni). Però io mi chiedo perché, tale l’interesse verso il bio, non si riesca (e si voglia) dare vita alle stesse cose ma senza
affollare tutti le stesse date. Maggio sarebbe sbagliato? Tanto chi va a Summa o a un’altra delle kermesse nemmeno mette piede al Vinitaly, sono pubblici diversi. Essere contro può avere
la sua nobile importanza, ma si resta delle lune. Arriva (o dovrebbe arrivare) il momento che è meglio provare a crescere per farsi sole. Inteso come disco di luce.

Paolo Marchi

Le notizie su Vinitaly sono a cura di Cinzia Benzi

Milano, Balan e il risotto di Breda

Il Risotto caprino, barbabietole e polvere di radicchio di Treviso di Alessandro Breda, chef e patron del Gellius di Oderzo in provincia di Treviso, telefono 39.0422.713577. Per una settimana
ancora, Breda è in trasferta al Cubo di Electrolux in Piazza Duomo a Milano.

Luca Gardini l’enciclopedico

È il libro del momento. E non nella nicchia delle eno-classifiche: a 2 giorni dalla presentazione, è assestato al 30mo posto dei libri più venduti d’Italia. L’Enciclopedia
del Vino (Dalai editore, 35 euro) è un compendio che riassume senza pregiudizi il micro e il macro del mondo del vino: una panoramica di tutti i Paesi su cui cresce dell’uva che abbia un
significato nel calice, la lista dei 3mila vini che varrebbe la pena assaggiare almeno una volta nella vita, i 100 produttori più significativi nel panorama enologico mondiale più
i 100 migliori vini al mondo.

A selezionare il grosso, il nome più in grande scritto in copertina: Luca Gardini, sommelier iridato, ora battitore libero dopo anni come primo mescitore all’Enoteca Pinchiorri e da
Cracco. Non è però l’unico ct perché ha lavorato gomito a gomito con Andrea Grignaffini, docente di enogastronomia, direttore creativo di Spirito di Vino e coordinatore di
un dream team di penne e palati tra cui Pierluigi Gorgoni e Marco Pozzali, gli altri 2 nomi in copertina, ma anche Andrea Battilani e Alessandra Meldolesi, autori rispettivamente dei testi
sulla Borgogna e sulla storia del vino.

In vetta alla top 100 dei vini leggiamo un prodotto non francese, tantomeno italiano: è il Porto Vintage Nacional 2003 della Quinta do Noval, una delle più antiche case in riva al
Douro. Un plebiscito bulgaro, nel panel degli autori: «Ci siamo detti», racconta Andrea Grignaffini, «che se fossimo in un mondo coraggioso, dovremmo mettere quello. Eravamo
tutti d’accordo, come anche nella composizione della top 10 – completata da 8 etichette d’Oltralpe tra cui il Dom Pérignon Champagne Brut Œnothèque e un tedesco, il Riesling
Trockenbeerenauslese di Fritz Haag, ndr – I problemi sono cominciati dall’undicesima piazza in giù, dove il dialogo civile spesso tracimava in divertenti scornate tra ultras».

L’Italia fa la sua figura tra grandi baroli, barbareschi, brunelli e amaroni. Ma anche, aggiunge Grignaffini, «con Verdicchio e Vitovska. O le sarde Malvasia di Bosa e Vernaccia di
Oristano, prodotti dalle potenzialità smisurate cui solo noi non crediamo». In definitiva, una lettura profonda e insieme godibile, ricca di contenuti opinabili («guai se non
fosse così») e comunque mai ideologici «perché c’è del buono in ogni filosofia, dall’ortodossia dei grandi classici alle derive eterodosse di matrice bio, dal
conservatorismo del ‘vecchio mondo’ alla sfrontatezza del nuovo».

Gabriele Zanatta

Piccole cantine, grandi vini

Grandi vini di piccole cantine di Federico Graziani eMarco Pozzali, volume edito da Gribaudo, è una guida indipendente che racconta oltre 400 etichette di qualità e alla portata
di tutti. Sarà presentata, in anteprima, a Vinitaly lunedì 26 marzo alle ore 15 in Sala Mozart al Palaexpo.

Il libro apre con una carrellata di 20 classici straordinari vini italiani che hanno preparato il terreno a un’enologia di qualità. Non ci sono punteggi, giudizi né valutazioni
sensoriali ma un bel racconto di storie degli uomini e delle terre che producono vini di grande pregio. Ottimi suggerimenti per orientarsi nel mondo del vino, alla scoperta di piccole
produzioni italiane, a volte meno conosciute, a prezzi accessibili.

Le fotografie di Francesco Orini completano il libro con 20 interviste ai produttori italiani che secondo gli autori hanno un rapporto fondamentale tra vino, storie di persone e territorio.
Molto interessante il dettaglio di tutti gli indirizzi utili per raggiungere e contattare le cantine. Gli autori sono noti sommelier professionisti e già redattori di altri libri sul
vino e, dal 2010, insieme al fotografo, editano la rivista “Pietre Colorate”

Cinzia Benzi

VinNatur e ViniVeri, gli extra-Vinitaly

Non solo Vinitaly, si potrebbe dire: in parallelo alla manifestazione vinicola di Verona è in programma la nona edizione di VinNatur, associazione culturale di vignaioli che quest’anno
riunisce all’interno della bellissima sede di Villa Favorita (in foto) a Monticello di Fara (Vicenza) ben 136 produttori di 6 diverse nazioni europee (Italia, Francia, Spagna, Austria, Slovenia
e Repubblica Ceca), che aderiscono e seguono alla lettera lo statuto dell’associazione. La parola d’ordine? Naturalità, intesa come rispetto del territorio, della vite, dei cicli
naturali. Quindi altolà ai vini con pesticidi e prodotti che ne migliorano artificialmente la qualità e ne prolungano la conservazione. Le analisi applicate a tutti i campioni di
vino candidati, che si tengono più volte nel corso dell’anno, sono molto scrupolose e vanno alla ricerca di ben 88 diversi prodotti chimici. Solo quelli che ne sono totalmente privi
possono prendere parte all’evento, una vera garanzia per il consumatore finale. Villa Favorita aprirà le porte da sabato 24 a lunedì 26 marzo. Informazioni su orari e costi qui,
sui produttori partecipanti qui.

«Agire permettendo a una produzione di esprimersi pienamente e raggiungere l’obbiettivo di ottenere un vino in assenza di accelerazioni e stabilizzazioni, recuperando il miglior
equilibrio tra l’azione dell’uomo e i cicli della natura» è invece la regola del Gruppo ViniVeri – Vini secondo Natura, consorzio che da 9 anni raduna a Cerea (Verona) produttori
italiani e internazionali che si attengono meticolosamente a questo principio. Sono 120 le piccole aziende che da sabato 24 a lunedì 26 marzo animeranno l’Areaexp La Fabbrica. Due le
novità di quest’anno: un convegno tenuto dalle più importanti associazioni italiane e europee di produttori di vini naturali, in programma sabato alle 17, e domenica alle 18 la
cine-degustazione realizzata da Jonathan Nossiter con la presenza audiovisiva di Pier Paolo Pasolini e l’assaggio di vecchie annate diCappellano e Mascarello. Non mancheranno, oltre alle
aziende italiane, produttori francesi, sloveni, croati, austriaci, spagnoli e georgiani, un inno alla diversità e alla passione. Tutte le informazioni e la lista dei produttori
partecipanti si trovano qui.

Giulia Corradetti

Summa 12, evento green in Alto Adige

Andare oltre al “semplice” concetto di vino biologico, o anche solo di vino naturale. L’importante è che sia vino di qualità. Vino buono. Una filosofia che sta alla base della
produzione di Alois Lageder(foto), uno dei portabandiera in Alto Adige e, più in generale, in Italia non solo dei vini biodinamici, ma di una produzione sostenibile. E proprio con un
occhio di riguardo nei confronti dell’ecologia che si svolgerà, domenica 25 e lunedì 26 marzo, Summa 12, l’evento organizzato proprio da Lageder a Magrè sulla strada del
vino (Bolzano), nello splendido contesto cornice del palazzo di Casòn Hirschprunn.

I produttori selezionati accolgono esperti, ma anche appassionati, italiani e stranieri a una degustazione senza fretta, senza la calca da fiera, senza la “corsa al bicchiere più buono”.
All’evento altoatesino parteciperanno una quarantina di produttori. “Ogni edizione – spiegano gli organizzatori – è incentrata su una priorità tematica, e quest’anno è la
volta dei migliori vinificatori italiani. Ma al loro fianco saranno presenti anche vignaioli austriaci, tedeschi, portoghesi e australiani che daranno ulteriore lustro alla qualità
dell’evento”.

Sarà un appuntamento green, nel massimo rispetto dei valori ambientali, rispettati per tutto il corso della manifestazione. Giusto per fare alcuni esempi, si punta sulla mobilità,
invitando i visitatori a non utilizzare l’automobile, ma i treni o i bus navetta. E ancora, durante l’evento si cercherà di limitare il consumo di energia, così come tutte le
stampe saranno su carte riciclate. Piccoli segnali che servono anche per sensibilizzare i visitatori per un vino più buono. In tutti i sensi. Anche dal punto di vista sociale, visto che
con il ricavato dei 20 euro d’ingresso si potrà dare un contributo a favore dei profughi della guerra civile in Birmania, con l’iniziativa Aiutare senza confini.

Raffaele Foglia

Su Vinitaly bollicine a volontà

Premessa. La 46ma edizione di Vinitaly porta con sé una novità importante: dura 4 giorni e non più 5 e inizia di domenica, domani, 25 marzo. Quest’anno ci sarà un
focus molto interessante sui vini naturali al padiglioneViViT, Vigne, vignaioli, terroir al primo piano del Palaexpo, ingresso A2. Molti, poi, i seminari dedicati ai vini biologici e
biodinamici tutti italiani.

Venendo alle bollicine, i dati di mercato 2011 danno quelle italiane in crescita. Via allora al padiglione 7, stand E7-E8, con Bisol che, dopo 10 anni di ricerca in vigna e in cantina
sveleràVenissa: da uve Dorona, è un vitigno autoctono a bacca bianca tipicamente veneziano. Quest’uva amata dai dogi veneziani e un tempo diffusa in Laguna rischiava di scomparire
ma il tandem di enologi blasonati, Desiderio Bisol eRoberto Cipresso, ha ideato questo vino disponibile in 4.880 bottiglie, 88 magnum e altrettanti jeroboam Link Venissa. Le degustazioni
private si svolgono solo su prenotazione, telefono 39.0423.904737.

Le Marchesine, grande espressione della Franciacorta (in foto) sono invece localizzabili al Palaexpo, stand A14 per le nuove annate di prodotti sparkling tra cui il memorabile Secolo Novo. Ci
spostiamo al padiglione 4 Stand B3 da Mionetto per un calice di Sergio Millesimato e misteriose novità. Piccolo passaggio al padiglione 3 stand B6 dove Gancia vi aspetta per il brindisi
Innovazione nella Tradizione, un restyling del logo istituzionale e una nuova veste del celebre Pinot di Pinot.

Stesso padiglione, stand C3, sotto con le Bollicine Ferrari: la famiglia Lunelli celebra i 110 anni della cantina con uno stand rinnovato e gli stuzzichini dello chef Alfio Ghezzi, cuoco
dellaLocanda Margon. Ci spostiamo poi in Piemonte al padiglione 7B stand E2-3 e D2-3 con il Consorzio dell’Asti Docg per celebrare le bollicine “più brindate” del mondo con un percorso
virtuale che conduce dalla vite al calice. Un modo ideale che permette al visitatore di conoscere ogni aspetto di questo vino attraverso uno spazio che evidenzia come uno scrigno la collina di
Moscato, uva regina di questa bollicina.

Ecco infine Guido Berlucchi, con una doppia postazione al Palaexpo Franciacorta A12 e al padiglione 7 stand D8: assaggi di Cuvée Imperiale a Palazzo Lana passando per Berlucchi
’61,Cellarius e la rara Cuvée Franco Ziliani oltre ai rossi bolgheresi della Tenuta Caccia al Piano. Il tutto abbinato al Grana Padano dop 15 mesi di Luigi Guffanti. Lunedì 26 e
martedì 27, dalle 12 alle 14, finger food firmati Aurora Mazzucchelli del ristorante Marconi di Bologna e Iside De Cesare della Parolina di Trevinano (Viterbo).

Eno-itinerari dal Veneto alla Toscana

Innanzitutto, occorre andare al Padiglione 4 stand G3 per una degustazione dei migliori Chiaretti delConsorzio Tutela Vino Bardolino e il kebab d’anguilla del cuoco Leandro Luppi della Vecchia
Malcesinedi Malcesine. Un incontro perfetto. Al padiglione 6 stand E5 Allegrini celebra il decimo anniversario diPoggio al Tesoro, l’azienda del Bolgherese, territorio di assoluta eccelenza. Un
programma in stand ricco di degustazioni abbinate a cibi paradisiaci cucinati dai cuochi Paolo Donei del Malga Panna di Moena e Alessandro Gilmozzi d’El Molin di Cavalese. Martedì 27,
ore 11.45, ci sarà il seminario “Multichannel: le nuove frontiere della wine communication”: si racconterà la strategia diAllegrini Estates che utilizza una piattaforma
multicanale online per clienti ed estimatori al fine di far dialogare il mondo intero via web.

Sempre al padiglione 6, ma stand C4, ci saranno i distillati della Bonaventura Maschio e le loroPrime Uve oltre a un inimitabile amaro dei prati stabile, il Pratum, con i sorrisi rassicuranti
dei fratelli Anna e Andrea Maschio (in foto). Tornando in Valpolicella, padiglione 4 stand G1-G2, eccoci da Zenato per celebrare il 20° anniversario del Ripassa, Ripasso Valpolicella Doc
Superiore, un grande vino che Sergio Zenato pensò con le stesse uve dell’Amarone, qui nei millesimi 2008 e 2009. Per l’occasione è stata imbottigliata una Salomon, formato da 18
litri. Da segnalare una bella iniziativa di charity costituita con Fra Michael e l’onlus Spirit in dance di cui è fondatore. Nasce così l’Albero della Vite che “fiorirà” a
ogni donazione attraverso braccialetti disegnati da Nadia Zenato e i cui proventi saranno devoluti per portare a compimento l’ampliamento dell’ospedale di Camura in Guinea Bissau.

Da qui alla Toscana il passo è breve: lunedì 26 ore 11.30, al padiglione 8 stand C5 i Marchesi de’ Frescobaldi presentano un’inedita verticale di Brunello di Montalcino
Castelgiocondo Riserva, annate 2003, 2004, 2005 e 2006. Il giorno successivo, imperdibile degustazione in anteprima del Luce della Vite, millesimo 2009, guidata da Lamberto Frescobaldi. Al
padiglione 7 stand D4 Cecchi organizza poi un pranzo stellare con i Cerea brothers del Da Vittorio di Brusaporto (Bergamo): lunedì 26 ore 12, piatti inediti abbinati alle nuove annate
che Andrea e Cesare Cecchi producono tra la Toscana e l’Umbria, oltre al celebre Coevo, un calice indimenticabile.

Ancora al padiglione 7, stand B4, fari sui vini di Maremma di Tenuta La Badiola e Petra, realtà toscane di Terra Moretti che si sposano alla cucina marchigiana di Lucio Pompili
delSymposium di Cartoceto e a quella amalfitana di Pasquale Torrente del Convento di Cetara. In abbinamento, vintage 2008 Petra e nuove annnate di Acquagiusta e Acquadoro di Tenuta La Badiola.
Il primo lunedì 26, il secondo martedì 27.

Tipicamente Friulano e rigorosamente Trentino

Al padiglione 6 l’Ersa, Agenzia regionale per lo sviluppo rurale del Friuli Venezia Giulia, sarà presente con uno spazio istituzionale di circa 1500 mq: un centinaio di aziende
vitivinicole per celebrare il Tipicamente Friulano con fior di sommelier che racconteranno i grandi vini di questa regione in abbinamento a prosciutto di San Daniele e formaggio Montasio.
Percorsi sensoriali per riconoscere eccellenti Ribolla, Picolit, Ramandolo, Pinot oltre ai rossi Schiopettino e Malvasia.

Nello stesso padiglione l’eclettica produttrice friulana Annalisa Zorzettig presenta allo stand E2 la sua linea Myò con le nuove annate e stapperà, in anteprima, la Malvasia che
andrà a impreziosire la gamma dei vini bianchi. Un vino elegante che arriva dalle lontane isole greche durante il periodo della Repubblica Serenissima ma vanta un ruolo di protagonista
per queste colline friulane. Master o Mister Wine Joe Bastianich è invece al padiglione 7 stand E9 con le nuove annate di Vespa Bianco e Rosso, oltre all’indimenticabile Calabrone. Al
Palaexpo postazione 93 con i Mastri Vinai Bressan: vini naturali e l’inusuale Carat, un uvaggio storico autoctono friulano composto da Friulano, Malvasia e Ribolla gialla.

Dal Friuli passiamo subito al Trentino con i vini di Pojer e Sandri, al padiglione 3 stand E3: l’inconfondibile baffo di Mario Pojer sarà lieto di farvi degustare le nuove annate dei
suoi gioielli di cantina. Nello stesso padiglione, postazione B3, c’è Cavit: oltre alle note bollicine avrà in degustazione il suo Vin Santo Arèle, selezione di uve Nosiola
della Valle dei Laghi, ai piedi delle Dolomiti. Un lavoro selezionato di grappoli lasciati appassire e vinificati nella settimana pasquale: di qui il nome Vin Santo.

Dal Piemonte alla Calabria, di tutto un po’

Partiamo dalla regione a Nord-Ovest: al padiglione 7 stand D6, Casa E. di Mirafioreprolunga idealmente lo stato di grazia mostrato a Identità Milano nel febbraio scorso. Nei calici,
tutti i grandi rossi della tradizione piemontese, con il Paiagallo sugli scudi, cru che con l’annata 2008 esordisce con l’etichetta Mirafiore. Un Barolo di grande eleganza e personalità,
ottenuto dalla vinificazione delle uve Nebbiolo prodotte nell’omonimo vigneto di proprietà. Uscita prevista: primi giorni di aprile.

Umbria is for #winelovers è invece il titolo delle attività dedicate a blogger e appassionati di nuove tecnologie che, tutti i giorni, a Vinitaly, potranno darsi appuntamento allo
spazio a loro offerto dalle cantine dell’Umbria (padiglioni 7B, D3, D4, E3-E4). Collegandosi all’ashtag #winelower su Twitter sarà possibile seguire, in tempo reale, l’evoluzione del
programma di attività e incontri (fra cui segnaliamo, domenica 25 marzo, ore 15.30, “Women & Wine” degustazione guidata dalla Master of Wine Debra Meiburg su alcuni tra i migliori
vini italiani prodotti da donne), anche se il modo migliore per partecipare all’iniziativa consiste nel prenotare la propria postazione wi-fi gratuita all’interno dello stand Umbria.

Nello stesso padiglione, stand D3-E1, c’è la Tenuta Castelbuono, ultimo acquisto per la famigliaLunelli di Trento con un progetto di cantina del celebre architetto Pomodoro per
raccontare un grande Montefalco. Al padiglione 7 stand B2 la famiglia Lungarotti celebra poi il mezzo secolo di storia presentando un’edizione speciale del Sangiovese Rubesco, vino simbolo
dell’azienda, qui prodotto solo in magnum. Il “varo”, domenica 25.

Salto in Campania, padiglione B stand 35, da Feudi di San Gregorio che presenterà la novità a base Aglianico Dal Re, una selezione delle miglior uve di questo vitigno a bacca
rossa che tradizionalmente confluivano nel celebre Rubrato. Il sole della Sicilia conduce poi al padiglione 2, stand 84E 95F, da Duca di Salaparuta, Corvo e Florio per assaggiare le
novità delle cantine, provare annate speciali e farsi fotografare con un cappello Borsalino unico. Last but not least,Ceraudo e i suoi vini bio al padiglione 8 stand B13: Roberto Ceraudo
e le sue figlie vi guideranno nella calda terra di Calabria con un’anteprima assoluta dell’Imyr.

The Wine Traveller, un’app per eno-turisti

Una guida inedita per smartphone e tablet da poche settimane aiuta i turisti del vino a orientarsi meglio nell’offerta di servizi ed etichette di oltre 1.200 cantine italiane. E’ la nuova App
periPhone, iPad e iPod Touch The Wine Traveller Guide/Italy, lanciata sul mercato lo scorso dicembre e ora pronta con una versione aggiornata in vista del Vinitaly.

Entro fine marzo, infatti, è previsto il lancio di un’edizione più corposa e capillare, grazie a due novità. La prima novità consiste nella nascita di una versione
Android, che permetterà di raggiungere utilizzatori di smartphone e tablets di marchi comeSamsung e Motorola. La seconda novità riguarda l’ingresso in guida di altre 200 cantine
enoturistiche che porteranno a un totale di 1.400 le aziende vitivinicole italiane da visitare per degustazioni e acquisti di vino, o per altri servizi di accoglienza enoturistica, dal
pernottamento al ristorante e ai corsi di cucina. Una mole di informazioni preziose contenute in una originale Iguide sia in italiano che in inglese.

La guida si consulta grazie a un’applicazione georeferenziata, che permette l’utilizzo online quando si è connessi in rete, oppure offline. La ricerca delle cantine avviene per nome, per
località o per servizi offerti. Volete dormire in cantina? Ecco 400 indirizzi di cantine con camera per la notte. Cercate una cantina con piscina? Ecco 160 cantine con una piscina
all’aperto per tuffarsi tra le vigne. Siete interessati a un corso di cucina? Eccone altre 60 che fanno lezioni di gastronomia nel ristorante interno. E ancora: le cantine con centro benessere,
le cantine con l’area camper, quelle con centro benessere e vinoterapia, con il museo del vino, le cantine di architettura e quelle con la collezione d’arte; oppure le cantine con i servizi per
lo sport, gli spazi per cerimonie e matrimoni. E infine quelle con i vigneti a conduzione biologica. All’interno ci sono anche i consigli di Euposia sui vini da degustare: 300 nella prima
versione; 400 nell’aggiornamento di marzo.

Una fotografia dell’offerta enoturistica italiana scaricabile dagli iTunes App Store di tutto il mondo e presto anche dagli Android Markets, in doppia versione: italiano e inglese. The Wine
Traveller Guide/Italy nasce da un progetto tra il magazine online The Wine Traveller, la casa editrice Edizioni Pubblicità Italia, la rivista di vino Euposia e la società di
prodotti web e multimediali AD Service. La guida nella versione Apple ha un costo di 3,99€ per i mercati dell’area Euro e l’equivalente in dollari per gli altri Paesi.

IDENTITA’ di VINO n. 67 del 24.03.2012
la newsletter di Paolo Marchi
Per gentile concessione

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