I trent'anni della Cia: un impegno continuo per valorizzare l'agricoltura e tutelare gli interessi dei produttori

Oggi si celebra la vita, la storia, l’impegno, il sacrificio di tanti uomini e di tante donne, di giovani, di anziani che si sono battuti con coraggio ed abnegazione per il completo riscatto
dell’agricoltura e per la sua affermazione nel contesto socio-economico del nostro Paese, dell’Europa e del panorama internazionale, è questo uno dei passaggi più significativi
emersi oggi a Roma, dove nella Sala Protomoteca del Campidoglio si sono celebrati i trent’anni della Cia-Confederazione italiana agricoltori.

Una manifestazione solenne che ha visto, oltre al messaggio augurale inviato dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la partecipazione del presidente della Camera Fausto Bertinotti,
del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Paolo De Castro. Il sindaco di Roma Walter Veltroni, impossibilitato ad intervenire, ha inviato un messaggio.
La cerimonia, che si è tenuta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il patrocinio dei ministeri delle Politiche agricole, alimentari e forestali e per i Beni e le
Attività culturali, è stata aperta dal vicepresidente nazionale della Cia Enzo Pierangioli.
Le tappe e gli eventi della storia della Cia sono state ricordate prima dall’attrice Benedetta Buccellato, che ha ripercorso tutti gli appuntamenti che hanno visto protagonista la
Confederazione nei suoi trent’anni di vita, poi dal prof. Emanuele Bernardi che ha tenuto la relazione sul tema “Dalla Alleanza contadini alla Cia, una esperienza nella rappresentanza agricola
in Italia”.
Le conclusioni della manifestazione sono state svolte dal presidente nazionale Giuseppe Politi che si è soffermato sulla funzione e l’impegno della Confederazione che ha fornito, in ogni
frangente, un contributo determinante per la crescita delle imprese agricole che in trent’anni hanno cambiato radicalmente, rispondendo in maniera efficace alle grandi trasformazioni che hanno
interessato lo scenario italiano e l’intero contesto internazionale.
I trent’anni della Cia, d’altra parte, si identificano con i trent’anni di vita del nostro Paese, le cui vicende si intrecciano con l’iniziativa e l’azione della Confederazione.

Dal Congresso costituente dell’allora Confederazione italiana coltivatori (Cic) del dicembre 1977 (che nel 1992 ha trasformato il suo nome in quello attuale di Cia), è stata una lunga
storia di conquiste, di impegno, di iniziative e di lotte tese a valorizzare l’agricoltura del nostro Paese, a tutelare con azioni realmente concrete il reddito dei produttori agricoli, a
difendere l’ambiente e il territorio, ad orientare sempre di più l’attenzione per la qualità e la salubrità dell’alimentazione. Insomma, una strategia mirata che è
passata attraverso appuntamenti ed eventi che hanno lasciato una traccia indelebile nella vita economica, sociale ed agricola dell’Italia.
Un impegno che, tuttavia, non si esaurisce, anzi, è proiettato con maggior decisione al futuro, cercando di rafforzare la missione di una Confederazione mobilitata a sostegno degli
agricoltori, delle loro famiglie, delle loro imprese che devono svilupparsi in maniera equilibrata ed essere concretamente competitive sui mercati internazionali.

D’altronde, la visione strategica della Confederazione è uscita ampiamente dai confini nazionali per proiettarsi in ambito europeo e mondiale. E proprio in questa ottica si è
mossa l’iniziativa confederale.. Come non ricordare le tante battaglie condotte a Bruxelles per una politica agricola più giusta ed efficiente, per difendere i nostri agricoltori e le
loro produzioni. Un discorso che si allarga anche a livello mondiale, dove l’organizzazione si è impegnata con decisione a sostegno dei più deboli, della pace.
La manifestazione in Campidoglio della Cia si è conclusa con la consegna di targhe ricordo del trentennale.

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