Strage Piazza Fontana: necessità della memoria

Il Presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha inviato oggi una lettera all’Associazione Familiari Vittime di Piazza Fontana in occasione del 38esimo anniversario della strage: «Care donne
e cari uomini dell’Associazione, gentile Presidente Luigi Passera, sono passati oramai trentotto anni da quel drammatico pomeriggio, ma il ricordo dell’attentato criminale alla Banca Nazionale
dell’Agricoltura, «la madre di tutte le stragi» è ancora vivo. Deve essere vivo. Il «Giorno della memoria» delle vittime del terrorismo e delle sue stragi, che
abbiamo istituito quest’anno, sarà celebrato per la prima volta il prossimo 9 maggio, come ben sapete.

Mi auguro potrà servire a colmare, almeno in parte, un vuoto di memoria storica, un vuoto di attenzione e di condivisione «reale» che molti di voi hanno dolorosamente
avvertito nel corso di questi anni. La memoria è un esercizio tanto faticoso quanto essenziale nella vita democratica di un Paese. Piazza Fontana non deve diventare un indirizzo, come
ammoniva il compianto Enzo Biagi. Non possiamo permetterlo. Piazza Fontana è storia, storia pregna di dolore e sangue, di tante vite umane perdute: diciassette persone innocenti,
ottantotto feriti. E vittime, purtroppo, non furono solo loro. Voglio ricordare voi, madri, padri, figli, parenti. Su di voi, per troppo tempo, è calato il silenzio. Il figlio del
commissario Luigi Calabresi, Mario, ha di recente scritto un libro che mi ha molto colpito e che credo rappresenti appieno la dignità e il coraggio di famiglie spesso dimenticate e
marginalizzate. Nessuna voglia di rivalsa tra le righe, piuttosto la tenace affermazione di una urgenza. La ricomposizione di una memoria integra e completa, dove la storia di chi sopravvive
possa trovare voce, possa trovare spazio, possa ottenere il riconoscimento che le è dovuto.

Con sinceri sentimenti di vicinanza e solidarietà».

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