I siciliani in crisi per il caro-caffè?
10 Gennaio 2008
«Gli italiani condividono il caffè per battere l’aumento del suo prezzo» titolava l’8 gennaio scorso il Telegraph, autorevole quotidiano britannico.
La fonte della notizia era un articolo comparso su La Stampa, che
affermava: «Sale il prezzo, nasce la moda del «coffee-sharing»». E spiegava che a Partinico, in provincia di Palermo, «per fronteggiare il caro-caffè
schizzato da 70 a 90 centesimi la tazzina, nei bar si è diffusa l’abitudine di dividere in due e anche in tre il sorseggio». Le cause? «Redditi bassi, disoccupazione e crisi
economica che sfondano le tasche degli abitanti di questa cittadina», sempre secondo La Stampa.
L’aumento del caffè mette quindi in ginocchio i Siciliani che non potrebbero più permettersi di prendere l’amata tazzina al bar? Non esattamente, condividere il caffè
è usanza da tempo, secondo quanto accertato da Coffee Taster. «E’ vero che a Partinico è diffusa l’abitudine di condividere l’espresso, ma non per contrastare il
‘caro-caffè’ – ci spiega Alessio Mazzurco del Bar Liberty – Si usa farlo per evitare problemi gastro-intestinali». E’ infatti risaputo che in Sicilia, così come d’altronde
nel Sud Italia più in generale, si usa una maggiore quantità di Robusta. Questa conferisce sì al caffè maggiore crema e un corpo più denso, ma alza la
quantità di caffeina dell’espresso ed è meno digeribile. Al Bar del Viale, sempre a Partinico, ci confermano che «si può prendere un caffè del genere al
massimo due o tre volte al giorno». E dato che quando ci si incontra, spesso si finisce al bar, si usa condividerlo per non esagerare nel consumo. Un’usanza che si può osservare
talvolta anche a Palermo. Insomma, i siciliani non sono più tirchi di altri, semplicemente più salutisti.
(Carlo Odello)





