Starbucks rinuncia al mercato italiano

Il Financial Times, in un articolo di Adrian Michaels, conferma la qualità italiana: niente approdo in Italia per la maxi catena di caffetterie Starbucks costretta a rinunciare
all’«invasione» a causa della passione dei clienti per la caffeina e per i baristi italiani.

Secondo il giornalista la multinazionale avrebbe problemi per una concorrenza serratissima (senza paragoni in altre zone del mondo) che non può contrastare offrendo prezzi competitivi:
«un espresso in Italia costa di solito meno di 1 euro, un doppio espresso da Starbucks a Parigi costa 2 euro e il singolo non esiste».

Il servizio poi dovrebbe essere più veloce, gli italiani si aspettano che il caffè arrivi in pochi secondi. A detta di Adrain Michaels le multinazionali straniere hanno poi
«storicamente» delle difficoltà in Italia a muoversi tra le leggi e a costruire rapidamente una rete abbastanza robusta. Howard Schultz, un businessman strettamente associato
al successo di Starbucks, ha detto al giornale economico che per molte bevande si è ispirato proprio a quanto ha gustato in Italia e che il mancato ingresso sul mercato italiano va
considerato una forma di «umiltà e rispetto».

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