I pizzoccheri sono fatti con grano saraceno, non grano turco o grano del moro

I pizzoccheri sono fatti con grano saraceno, non grano turco o grano del moro

I chicchi di forma triangolare sono in realtà i frutti di una pianta  erbacea. La farina è gluten Free, adatta per i celiaci.
Ecco cosa dice Wikipedia
Il grano saraceno (Fagopyrum esculentum) è una specie di piante a fiore appartenente alla famiglia delle Polygonaceae. Il nome scientifico Fagopyrum deriva dalla combinazione del latino
fagus (faggio) per via degli acheni triangolari affini e del greco piròs (frumento).
È una pianta erbacea, annuale, compie il suo ciclo biologico in 80-120 giorni e raggiunge un’altezza che varia, a seconda delle specie, dai 60 ai 120 centimetri. Viene coltivato tra i 600
ed i 1000 metri di altezza.
A causa delle sue caratteristiche nutrizionali e dell’impiego alimentare, questo vegetale viene spesso collocato commercialmente tra i cereali, nonostante tale classificazione sia
scientificamente impropria, non appartenendo il grano saraceno alla famiglia delle Graminacee.

Il frutto è un achenio di forma triangolare; il pericarpo può presentare un colore variante dal bruno al nero, più o meno lucido con eventuali screziature, avvolge
l’endosperma e l’embrione composto da due cotiledoni.

Origini del grano saraceno
E’ molto probabile che sia stato portato in Italia dai Veneziani.
Tra l’Otto e il Novecento si pensò che la pianta fosse originaria dell’area siberiana, poiché diversi viaggiatori avevano trovato la pianta allo stato selvatico presso il Bajkal e
sull’Amur.
Più recentemente, alcuni ricercatori hanno evidenziato il ruolo dello Himalaya orientale come probabile centro di addomesticazione primario.

Usi alimentari 
Si consuma nelle minestre, specialmente di verdure e, in forma di farina, per la polenta saracena, crespelle e la preparazione della pasta alimentare (famosi i pizzoccheri della Valtellina, la
soba giapponese e i bliny (блины) russi o anche come porridge come la kasha della cucina slava e per la preparazione di dolci o biscotti.

Usi medicinali
Il grano saraceno contiene un glucoside denominato rutina, un composto fitochimico che tonifica le pareti dei vasi capillari riducendo il rischio di emorragie nelle persone affette da
ipertensione e migliorando la microcircolazione nelle persone con insufficienza venosa cronica.
Le foglie di grano saraceno essiccate da usare per infusione vengono commercializzate in Europa sotto il marchio “Fagorutin.”
Il grano saraceno contiene D-chiro-inositolo, un componente del sistema di messaggeri secondari per la trasduzione del segnale dell’insulina che si è riscontrato essere carente nel diabete
di tipo II e nella sindrome dell’ovaio policistico (SOPC). Sono in corso studi sul suo uso nel trattamento del diabete di tipo II. Ricerche sul D-chiro-inositolo e sulla SOPC hanno evidenziato
risultati promettenti.
Si è rilevato che una proteina del grano saraceno si lega saldamente al colesterolo. Sono in corso studi sul suo uso per ridurre il colesterolo plasmatico nei soggetti che presentano
iperlipidemia.

Allergia al grano saraceno
Il grano saraceno è un potente allergene in grado di indurre, in pazienti sensibilizzati, anche reazioni severe quali l’anafilassi. I casi di anafilassi indotti dall’ingestione di grano
saraceno sono stati riportati prevalentemente in Asia (Giappone e Corea soprattutto), e più recentemente anche in Europa, specialmente in Italia, dove il grano saraceno è stato
descritto essere un “allergene nascosto”. Un recente articolo pubblicato da Heffler E e colleghi, dimostra come le reazioni allergiche, anche severe, indotte dall’ingestione accidentale di grano
saraceno come allergene nascosto in alimenti quali la pizza o altri prodotti con farinacei, non sono così rare come precedentemente descritto, per lo meno nel nord Italia.

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