I MIEI VINI BIANCHI ITALIANI PREFERITI NEL 2018

I MIEI VINI BIANCHI ITALIANI PREFERITI NEL 2018
I MIEI MIGLIORI VINI BIANCHI di Giampioetro Comolli

I MIEI VINI BIANCHI ITALIANI PREFERITI NEL 2018

DUE GRUPPI: AL DI SOTTO E AL DI SOPRA DI 20 EURO LA BOTTIGLIA

Quando tengo qualche lezione al master post laurea 4.0 Wine&Food all’Università Salesiana Veneziana molti allievi mi chiedono se è vero che il vino bianco crea problemi maggiori al metabolismo umano di un vino rosso. Parliamo di vini tranquilli, non frizzanti e spumanti.
E’ una credenza che nasce prima nel periodo Illuministico (lo Champagne era detto il vino del diavolo dai critici) e poi all’inizio del secolo scorso.
Da qui il detto che il vino rosso fa buon sangue.
Non si può generalizzare né come domanda né per tutti i vini bianchi oggi in commercio.
Ogni organismo risponde in modo diverso per tanti motivi. In periodo di vendemmie sfortunate oppure per prevenire i problemi di forte ossidazione maggiore nei vini bianchi che il  vignaiuolo e l’enotecnico erano costretti a calcare la mano con i solfiti.
I vini bianchi sono più esposti a questo pericolo naturale.
Questo creava disturbi digestivi, mal di testa, nausee.
La legge “obbliga” a non aggiungere solfiti e di restare sotto una soglia minima (ricordo che un minimo di solfiti ci sono in tutti i vini per loro natura) sono una garanzia per il consumatore.
Inoltre i vini bianchi hanno una maggiore acidità dei vini rossi, legata alla caratteristica della freschezza, indispensabile.
Da qui i sintomi di mal di testa, pesantezza di stomaco, nausea a volte però dettati anche da un “eccesso di consumo” più che da un organismo sensibile ai solfiti.
Oggi questo pericolo si è molto ridotto, per cui possiamo assaggiare anche i vini bianchi, con gusto e misura, con piacere e nel momento opportuno sempre.
Il vino bianco poi non aumenta il colesterolo cattivo: altra diceria falsa se non accompagnata da altri parametri e dati certi, semplicemente contiene meno antiossidanti parlando di grandi volumi e di consumi continui.
Con queste premesse ecco consigliati i nostri migliori vini bianchi assaggiati nel 2018 (di quelli non pervenuti e non assaggiati non possiamo dire nulla e sono tanti).
Questi vini sono stati segnalati a molti ristoratori stranieri (NB: su loro richiesta oramai da 20 anni e per diverse guide estere o monopoli di Stato) creando due gruppi.
I vini bianchi eccezionali per un consumo quotidiano, non più facili e banali, sicuramente sotto i 20 euro la bottiglia al consumatore, sempre grandi vini per fattura e complessità.
I vini bianchi eccezionali, molto importanti, quotati a prezzi doppi e di più, da destinare a occasioni, momenti straordinari… sempre secondo il mio principio che tutto dipende dal tipo/modo/luogo/tempo di consumo.
Eccezionali bianchi quotidiani:  Sauvignon Doc Colli Piacentini 2017 La Tosa con toni di salvia sambuco fresco dall’Emilia Romagna; Vernaccia San Gimignano Docg 2017 Le Calcinaie di fresca mela verde e gelsomino dalla Toscana; Greco di Tufo Docg 2017 Di Meo sentori di timo speziato e mandorla dalla Campania; Gewurtztraminer Doc Alto Adige Campaner 2017 Cantina Caldaro con papaia matura e garofano dall’Alto Adige; Malvasia Collio Doc 2017 Ronco dei Tassi con tiglio gelsomino minerale dal Friuli Venezia Giulia; Pinot Bianco Doc Alto Adige 2016 Sirmian Nails Margreid delizioso ananas molto maturo dall’Alto Adige; Sauvignon Doc Alto Adige Lahn 2017 San Michele Appiano kiwi salvia anisette dall’Alto Adige; Langhe Arneis 2017 Le Margherite Brandini di erbe aromatiche intense dal Piemonte; Ficiligno doc Sicilia 2017 Baglio di Pianetto di ananas e mango giovane dalla Sicilia; Soave Superiore Classico Verso 2016 Canoso di lavanda iodio e melone dal Veneto; Timorasso Doc Colli Tortonesi Piccolo Derthona Terra 2017 Vigneti Massa di limone e erbe aromatiche dal Piemonte; Vivia Le Mortelle 2017 Antinori di cedro candito e pesca noce dalla Toscana; Soave Doc Otto 2017 Prà sapida pietra e albicocco dal Veneto.
Grandi bianchi per grandi occasioni: Vigoleno Doc Vinsanto 2008 Alberto Lusignani tamarindo pepedolce mallo cotto dall’Emilia Romagna; Verdicchio Classico Villa Bucci Riserva 2015 Doc Castelli di Jesi ammandorlato sapido minerale dalle Marche; Sauvignon Collio Doc 2017 Ronco delle Mele Venica  di pomodoro e salvia sapido dal Friuli Venezia Giulia; Cervaro della Sala Castello della Sala 2017 Antinori salmastra pietra morbida vaniglia dall’Umbria; Soave Classico Doc 2015 Salvarenza Vecchie Vigne Gini di garofano pera e pietra focaia dal Veneto; Viognier 2015 Maremma Toscana Doc Villa Pinciana acacia limone marino dalla Toscana; Petite Arvine Fleur 2017 Les Cretes di peonia e susina dalla Valle d’Aosta; Gavi di Gavi Docg Etichetta Nera 2017 La Scolca di mandorla fresca acerba humus dal Piemonte; A’Puddara Etna Bianco Doc 2016 Tenuta di Fessina aromatica mela e pietra lavica dalla Sicilia; Jakot 2015 Dario Princic alta macerazione e zenzero dal Friuli Venezia Giulia; Troy Chardonnay Riserva 2015 Doc Alto Adige Tramin agrumata nocciola e menta dall’Alto Adige; Furore Bianco Fiorduva 2016 Marisa Cuomo vulcanico cedro e ananas dalla Campania; Trebbiano d’Abruzzo Doc 2014 Valentini ginestra e caffeina calda dall’Abruzzo      

 

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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