I cardinali Giovanni Colombo e Angelo Scola nel libro Giovanissima e immensa”
9 Gennaio 2021
I cardinali Giovanni Colombo e Angelo Scola nel libro Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. di Achille Colombo ClericiMilano, 8 gennaio 2021“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano. Nelle librerie da Natale.Anticipiamo uno stralcio del libro in cui il cardinale Angelo Scola ricorda la figura di mons. Giuseppe Arosio, don Peppino e il cardinale Giovanni Colombo tratteggia il carattere di Pio XI
Al pari di tutti i luoghi pubblici e delle infrastrutture urbane, che costituiscono l’ossatura portante del tessuto della città, le chiese sono temicollettivi, per usare una definizione di Marco Romano e, voglio aggiungere,connettivi di enorme rilevanza. A Milano, negli anni Ottanta e Novantadel Novecento, figura dominante in questo campo e artefice della creazionedi una generazione di edifici religiosi è stato monsignor Giuseppe Arosio,don Peppino per gli amici e per tutti. A lui è stata legata per decenni lapianificazione territoriale relativa all’erezione degli edifici del culto cattolicoin tutta l’area milanese.Il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, così lo ricorda: «Ilministero di don Peppino ha inizio dal territorio di Monza. Dopo i primiincarichi nelle parrocchie di San Biagio e di San Rocco, nel 1961 assunse laresponsabilità della comunità di San Giuseppe, seguendo con competenzae passione la costruzione della chiesa parrocchiale. Questa passione vennenotata dal Cardinale Carlo Maria Martini che gli offrì l’incarico dell’Ufficioper le Nuove Chiese che resse dal 1984 al 2001. Il Piano Montini perl’edificazione di nuovi luoghi di culto permise a don Peppino di mettere afrutto la sua passione per l’arte e per la liturgia. Si teneva sempre aggiornatoper conoscere la realtà delle altre chiese, seguiva personalmente i cantieririuscendo a infondere in tutti quell’entusiasmo che permette di affrontareogni ostacolo nella profonda convinzione che si stia lavorando per un compito, per una missione più alta.Fino a quando gli fu possibile don Peppino spese la sua competenza e la sua passione per le chiese che aveva iniziato e qui è opportuno ricordare la sua ultima realizzazione, la chiesa dell’Ospedale di Monza».Carlo Capponi, responsabile del settore beni culturali della Curia di Milano,ne rievoca i tratti professionali: «L’annuale giornata diocesana “NuoveChiese” divenne lo spunto per convegni, seminari di studio per riunireartisti e tecnici. Tante sue frequentazioni e amicizie con celebri architetti,primo tra tutti Aldo Rossi, certo non inserito funzionalmente nelle organizzazioni ecclesiastiche, portarono mormorii tra confratelli e benpensanti che spesso riempiono le sacrestie più dei primi.°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°A Pertusella si trovava il setificio di famiglia dei Ratti, la cui aria vienerespirata dal futuro Papa Pio XI. Il carattere concreto e ostinato, capace anche di adirarsi, in altre parole il temperamento lombardo di Achille Ratti,fu ricordato da monsignor Giovanni Colombo che, come il conterraneoPio XI, è stato arcivescovo di Milano: «In lui bisogna riconoscere che sonorimasti indelebili, anzi hanno sempre fatto spicco, alcuni tratti tipici dell’indole lombarda: il senso della concretezza realizzatrice, la volontà ferma e coerente. Egli era persuaso che, a viver bene, bastano pochi principi, purché quei principi siano quelli giusti, e questi ideali siano rispondenti alla vocazione del proprio tempo».Ma qual è la vocazione del nostro tempo, di questo tempo?All’inizio del XX secolo, secondo lo spirito lombardo, questa vocazionepoteva riassumersi nei tradizionali tre bona di questa cultura: la fede, religiosa o politica, la famiglia, il lavoro. Era la sintesi del giansenismo manzoniano, di cui parlava Giorgio Rumi: l’etica del risultato, anche morale. È bene, non solo ciò che si consegue, ma se ciò che si consegue è giusto. Ilfondamento della «filosofia» che sta alla base dell’appellativo attribuito allacittà, “capitale morale” del Paese. Questo schema regge ancora ?FOTO:– Il cardinale Angelo Scola, i monss. Luigi Manganini ed Erminio De Scalzi con Achille Colombo Clerici alla celebrazione del centenario della nascita del cardinale Giovanni ColomboRedazione Newsfood.com
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“Giovanissima e immensa” (Clicca qui)Vedi anche:
GIOVANISSIMA E IMMENSA. RITRATTO DELLA NOSTRA SOCIETA’ ALLE SOGLIE DEL “NEW NORMAL” – Milano- Libro strenna Natale 2020
13 DICEMBRE 2020 – La più recente fatica letteraria di Achille Colombo Clerici: GIOVANISSIMA E IMMENSA. RITRATTO DELLA NOSTRA SOCIETA’ ALLE SOGLIE DEL “NEW NORMAL” Milano, 12 dicembre 2020 Sarà nelle librerie tra pochi giorni la più recente fatica letteraria di Achille Colombo Clerici –avvocato, … Leggi tutto
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