Manfredi Landi di Chiavenna, da Piacenza, in “Giovanissima e immensa”

Manfredi Landi di Chiavenna, da Piacenza, in “Giovanissima e immensa”
Manfredi Landi di Chiavenna in “Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal. Libro di Achille Colombo Clerici
Milano, 6 gennaio 2021
“Giovanissima e immensa”. Ritratto della nostra società alle soglie del new normal.
Libro di Achille Colombo Clerici ediz. Casagrande Lugano Milano. Interviste di Antonio Armano.  Nelle librerie da Natale.

                     Anticipiamo uno stralcio del libro in cui si parla di Manfredi Landi di Chiavenna

Parliamo del rapporto privilegiato tra Piacenza e Milano.
In altre parole,
parliamo dei piacentini di Milano. Si sentono milanesi a tutti gli effetti.

A partire da Manfredo Landi che ottiene la cittadinanza da Gian Galeazzo Sforza alle fine del XV secolo, fino al discendente diretto che porta lo stesso nome e con il quale ci troviamo a pranzo…
Questo documento, prodotto da Manfredi Landi di Chiavenna, riguarda l’antenato, ed è conservato all’Archivio di Stato, nei registri ducali:

1487, dicembre 16, Milano
Concessione della cittadinanza Milanese al conte Manfredo Landi (Gian Galeazzo Sforza Visconti) duca di Milano, considerando quanto importi richiamare nella città di Milano persone che eccellano per nascita, per costumi e per ricchezze, così che piuttosto con la magnificenza dei templi e delle case sia cagione di ammirazione la quantità delle persone degne che vi abitano, e che a questa categoria di persone appartiene appunto il conte Manfredo Landi, cavaliere e consigliere ducale, del quale sono noti da lunga data lantichità e la nobiltà della schiatta, lelevatezza della vita, la severità dei costumi, la ricchezza, e infine lattaccamento alla casa Sforza, crea lo stesso coi suoi figli e discendenti in infinito cittadino di Milano, con tutti i diritti e le prerogative dei quali godono, sia nella città, sia nel ducato, i cittadini originari milanesi, escluse però limmunità dal dazio della riva e dal dazio vecchio della mercanzia e la facoltà alla moglie di succedere in beni ereditari nel ducato, e ciò fino a quando egli o i suoi successori non abbiano tenuto regolare abitazione per un decennio, o almeno per la maggior parte di esso, con tutta la famiglia, o con tanta parte quanto ne tengono nel luogo dorigine, in città e nel ducato, e possiedano in città o nel ducato beni immobili per il valore di mille ducati, pagandone le tasse come gli altri cittadini.

FOTO cover:

Guglielmo e Toni Guidobono Cavalchini, Cesare e Patrizia Castelbarco Albani, Manfredi e Elke Landi di Chiavenna, Camillo e Maria Antoniretta Paveri Fontana, Laura Perego di Cremnago, Achille Colombo Clerici, Giancarlo Mazzuca, Iria Bonzi  Cornaggia Medici, Gianluigi Maragliano Caranza, Emilia Bonzi dal Pozzo

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“Giovanissima e immensa” (Clicca qui)

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Commento ( 1 )
  1. Giuseppe
    7 Gennaio 2021 at 12:00 pm

    l’articolo sui Landi di Chiavenna va “a fagiolo” con quanto scritto a commento di getto per Vito Luise.
    Vedi Cesare Castelbarco Albani è stato un mio compagno di merende proprio fra i 17 e i 27 anni della mia gioventù in quanto da Genova veniva spessissimo a Piacenza, e insieme a lui c’erano i Carissimo, i Sigismondi, i Carrega, I Cavazzi, gli Ardizzone, i Ravano, i Ventimiglia, i Fioruzzi, i Medolago Albani, i Visconti di Modrone, gli Zanardi Landi e tanti altri come i Rangoni Macchiavelli, le sorelle Lante della Rovere e le sorelle Rivabene, i Barattieri di San Pietro …eravamo in tanti giovinastri a fare baldorie.
    Mentre Manfredi Landi di Chiavenna era un collegamento fra Fai, Italia Nostra, Beni Culturali perché proprietario di uno dei palazzi più grandi di Piacenza
    Come vedi il mondo è piccolo. Purtroppo il lavoro e la nascita di figlie mi ha allontanato da tutti questi conoscenti di gioventù.

    Giampietro Comolli

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