Grazie COVID!… è una cuccagna per tante aziende baciate dalla Pandemia

Grazie COVID!… è una cuccagna per tante aziende baciate dalla Pandemia

Grazie COVID! … è una cuccagna per tante aziende baciate dalla Pandemia

Effetti strani della Pandemia. Non solo aziende in crisi… basta vedere i bilanci; ma si profila una inflazione molto pericolosa: oltre il 4% matematico a fine anno 2021… 

 

Newsfood.com, 18 dicembre 2021
Giampietro Comolli

Effetti strani della Pandemia: ricchi sempre più ricchi e poveri sempre di più e sempre più poveri

Abbiamo già scritto che i ricchi hanno sentito meno il coronavirus e il lockdown, e non pochi sono coloro che sono diventati molto molto più ricchi mentre tanti stavano (stanno) agonizzando. Qualcuno dovrà spiegarlo bene ai politici Europei. I primi bilanci di società pubbliche e private presentati e riferiti all’anno 2020 lascia perplessi: banche, fondazioni, assicurazioni, gestioni patrimoni, industriali farmaceutici, multinazionale di prodotti di bellezza della persona, farmacie delle città, multinazionali di prodotti per pulizia della casa, venditori di supporti telematici, gli stessi motori di ricerca e grandi multinazionali del web … presentano bilanci fortemente attivi, con utili stratosferici.

Grazie Covid!

Banche che fatturano da 60 a 100 miliardi di dollari l’anno, hanno presentato utili netti da 5 a 9,5 miliardi. Società di intermediazione finanziaria e di gestione stanno capitalizzando utili dal 11 al 27% netto. Addirittura sono nate nuove banche come quella di Verona e Vicenza… se ce n’era bisogno!

I primi bilanci di società pubbliche e private presentati e riferiti all’anno 2020 lascia perplessi: banche, fondazioni, assicurazioni, gestioni patrimoni, industriali farmaceutici, multinazionale di prodotti di bellezza della persona, farmacie delle città, multinazionali di prodotti per pulizia della casa, venditori di supporti telematici, gli stessi motori di ricerca e grandi multinazionali del web … presentano bilanci fortemente attivi, con utili stratosferici.

Dall’altro lato c’è chi non ha più nulla: in Italia hanno tirato giù le saracinesche per sempre 77.000 esercizi commerciali artigianali, 14.000 ambulanti di cui il 50% solo nelle regioni del sud Italia hanno chiuso ( non venduto) il banco, il 22% delle imprese della ristorazione alloggio hanno chiuso licenziando dipendenti in % maggiore al nord Italia; anche il commercio al minuto elettronico ha perso il 3%.

Invece le imprese estere arrivate in Italia e che hanno acquisito intere o fette di imprese sono in forte aumento. L’inflazione abbinata a qualche difficoltà di liquidità e a qualche difficoltà a recuperare i fatturati 2019, diventerà a gennaio 2022 un problema non da poco.

Sul serio una finta riforma del fisco e dell’Irpef, un salto netto sul cuneo fiscale in busta paga, i contentini mensili e annuali per i bassi redditi, leggi strategiche alte per il nostro polo industriale che compete nel mondo, norme paracadute per le piccole imprese famigliari più a rischio… etc.

Qualcuno in Alto pensa che sia sufficiente? E chi controlla e ha la responsabilità di verificare se tutti questi miliardi di euro siano arrivati al vero destinatario? Con una situazione “pandemica” in molto paesi europei che grida vendetta alla superficialità e alla minima valenza burocratica espressa dall’Europa, quali “modelli” sociali stanno disegnando per il 2022-2026?

Non mi sembra di leggere nulla.  Su due effetti particolari (non cause… quelle le conosciamo) occorre “iniziare” a far meditare diversi Ministri e autorevoli “pensatori politici” italiani.

Il settore commerciale al dettaglio dell’alimentare (non dell’agro e non del gastronomico) ha fatto segnare un record di vendite in volumi, di fatturati, che è arrivato a toccare in alcuni supermercati e ipermercati grandi del centro Italia ( marchi molto noti) quasi il 30% di aumento nell’anno 2020.

La media nazionale in ogni caso parla di un 18-20% di media di fatturati in aumento da Ipercoop a  Esselunga, ma anche da parte di tutti i discount e cache and carry presenti.

Andando a spulciare i bilanci, voci per voci, settore per settore saltano all’occhio due dati fondamentali: il prezzo di origine della materia prima fresca o lavorata ( formaggi, prosciutti, frutta, ortaggi…) che è rimasta tal quale (+ 0,9% dal 1 gennaio 2020 al 31 dicembre) mentre il prezzo al banco e in scaffale è aumentato dal 3 al 7% a seconda della referenza se confezionato con brand industriale pubblicizzato o marchio insegna stessa.

Un salto che sicuramente denota non tanto una inflazione reale ( Istat infatti non registra questo incremento nel paniere alimentare di 60 prodotti) quanto un incremento di costi guidato – in modo molto omogeneo fra tutti i supermercati piccoli e grandi – direttamente   dal punto vendita.

Meditate. Il secondo aspetto pandemico interessante è la frontiera del Brennero, in Alto Adige, regione autonoma a statuto speciale, territorio al 100% italiano. Lunghe code di 10 km sul fronte italiano.
Nessuna coda sul fronte austrico e i camion viaggiano  tutti verso l’Italia senza alcun problema.
I camionisti italiani o provenienti dall’Italia (non succede per esempio alla frontiera fra la Germania e l’Austria e non succede in Pannonia ad Est dell’Austria) invece hanno l’obbligo del tampone non più vecchio di 48 ore (da rifare se scade) per passare la frontiera con certificazione “patente” sanitaria in mano e in regola.

Quindi un Green Pass o Health Card c’è già in Europa, mentre è in atto la discussione. Ora il test a 40 euro cadauno è a carico del camionista! Manca reciprocità: se ci fosse il presidente Pertini la cosa non sarebbe passata sotto traccia e avrebbe avuto l’onore del “ brigante sei, brigante ricevi doppio”.

Dove è finita la solidale coesione europea? Dove sta la Commissione europea. Dove sono i nostri ministri della Salute e degli Esteri?

 

Giampietro Comolli

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Giampietro Comolli
Economista Agronomo Enologo Giornalista
Libero Docente Distretti Produttivi-Turistici

Mob +393496575297

Editorialista Newsfood.com
Economia, Food&Beverage, Gusturismo
Curatore Rubrica Discovering in libertà
Curatore Rubrica Assaggi in libertà

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