Gravidanza: poco pesce, più ansia per la madre

Gravidanza: poco pesce, più ansia per la madre

Se una donna in gravidanza consuma poco pesce, è più soggetta ad ansia.

E’ il messaggio di una ricerca dell’Università di Bristol (Gran Bretagna) e dell’Università Federale di Rio ,
diretta dalle dottoresse Juliana Vaz e Pauline Emmett e pubblicata su “PloS One”.

L’indagine si è basata su 9.5000 volontarie, donne incinte, divise in gruppi a seconda del cibo più consumato: consapevolmente sano, tradizionale, lavorato, confezionato,
vegetariano.

Poi, tutte loro hanno subito controlli volti ad evidenziare il loro stato psico-fisico.

Risultato, a 32 settimane di gravidanza, le donne che consumavano pesce (due o più porzioni a settimana) erano a rischio ansia minore (-53%) rispetto a quelle che non ne consumavano
affatto.

Secondo la dottoressa Emmett, è possibile che la differenza di salute psico-fisica sia dovuta agli acidi grassi omega-3: presenti nel pesce, sono conosciuti per la loro capacità
di difesa contro depressione e malattie simili.

Più in generale, la dottoressa Vaz ha sottolineato la necessità, per una donna incinta, di seguire una dieta sana che preveda cereali, vegetali, frutta e verdura, latticini, carne
e pesce: tre porzioni a settimana, di cui almeno una di pesce grasso, come salmone, sardine o tonno.

Matteo Clerici

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